L’ombra di Mafia Capitale sui bar della Rai?

Via Teulada, viale Mazzini, ma anche tutti gli altri esercizi commerciali in mano a Carminati & co? Dubbi e sospetti da verificare sui bar della Rai

RAI


Non accenna a placarsi l’enorme polverone scoppiato a seguito dell’inchiesta su Mafia Capitale. Come un masso che prende velocità man mano che la discesa diventa più ripida, ogni giorno si scoprono nuovi dettagli che, probabilmente nemmeno le menti dall'invidiabile intuito potevano sospettare. L’ombra lunga di questa triste vicenda, sembra dunque proiettarsi anche su tutti i bar interni alla Rai. In tutto erano dieci che erano stati intestati all'ingegnere civile Giuseppe Ietto, titolare della Unibar, Unibar 2 e Venti punto dodici. Lui però, secondo gli inquirenti, era il prestanome di Massimo Carminati.

Lo avrebbe confermato Ietto stesso al gip e ai pm prima di avvalersi della facoltà di non rispondere. Tra fatture false e la gestione di locali mai dichiarata, parte del clan riceveva dei notevoli introiti. Ricostruire la rete di connessioni all’interno della vicenda, non è semplice ma c’è un’altra collaboratrice in questi giorni assolutamente fondamentale per fare luce su quanto avveniva da anni, di fronte ad una città apparentemente tranquilla e lontana dai giochi mafiosi.

Si tratta di di Nadia Cerrito, segretaria e factotum di Salvatore Buzzi, che ha fatto ritrovare nelle scorse ore anche una importante cassaforte, celata fino ad oggi ad occhi indiscreti e contenente ben 23mila euro in contanti. In precedenza, in un’altra cassaforte erano stati trovati 7mila euro. L’ipotesi è che potesse servire per nascondere denaro per le mazzette.

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