Villa Borghese, le scuderie delle botticelle e un problema da risolvere entro il 2015


Le associazioni animaliste confermano che il nuovo anno sarà decisivo: via le botticelle anche da una delle ville più famose di Roma

Un polmone verde cittadino che nemmeno le diverse leggi internazionali che lo tutelano, sono riuscite a mantenere integro del tutto. Villa Borghese non è più quella di una volta e all’interno del parco ben poco resta di quella che era una collina che ne arricchiva il cuore. Oggi, questa zona è ad uso e consumo di 38 vetturini e in termini di cifre si tratta circa di due ettari di terreno, fra box e aree non più fruibili dalla collettività.

A lanciare l’appello soprattutto le associazioni animaliste, le quali denunciano: "Pericolo di commistioni con i lavori per le stalle[..]Motivazioni, finanziamenti, permessi rilasciati delle soprintendenze: chiediamo al sindaco Marino di fermare immediatamente il cantiere delle scuderie al Pincio per le botticelle, e di fare chiarezza”. A tal proposito, è scattata una raccolta di firme per una proposta di deliberazione di iniziativa popolare che punti ad eliminare definitivamente le carrozze dalla città, laddove ci siano cavalli a trainare i mezzi, in qualunque condizione atmosferica e, come più volte accaduto, con il rischio di morte improvvisa.

Le associazioni, in particolare Enpa, Lav, Animalisti Italiani onlus, Avcpp, Ava e Oipa sottolineano quanto sia importante un intervento immediato per salvaguardare un’area di fondamentale interesse per Roma e, nello stesso tempo, proteggere gli animali da sforzi continui e non sempre tollerati a livello di salute. A tal proposito, ribadiscono che: “per comprendere se i lavori varati dalla giunta Alemanno e rifinanziati dall'attuale, con spesa pubblica di 1.300.000 euro, non scaturiscano da logiche estranee agli interessi dei cittadini e alla tutela animale”.

Nonostante la definita provvisorietà dei cavalli con botticelle, alla fine all’interno del parco storico un’intera fetta di fatto non è più fruibile al momento, trasformata in un letamaio, invece sarebbe auspicabile uno sgombero per ridare lustro ad una delle zone verdi più frequentate anche dai turisti.

Dal Campidoglio, intanto, nessuna dichiarazione nemmeno sul futuro degli equini, ma le associazioni confermano: "Il 2015 sarà l'anno in cui la sofferenza dei cavalli conoscerà la fine.Stiamo raccogliendo migliaia di firme abolizioniste, il Comune non potrà ignorarle".

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