Caro Babbo Natale… la letterina degli studenti del Colonna

“Vogliamo un futuro migliore”, e i liceali scrivono le loro richieste al grande vecchio

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Apriamo la settimana di Natale (oggi è il primo giorno di vera vacanza per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado) con una notizia singolare che ha molto colpito l’opinione pubblica nei giorni scorsi: i ragazzi dell’istituto Vittoria Colonna – che se non sbaglio ospita le magistrali, un liceo scientifico e uno psico-pedagogico – reduci dalla solita occupazione annuale, stavolta contro il testo di Renzi, hanno scritto una lettera a Babbo Natale in occasione delle imminenti festività.

Ecco, immagino che studenti di liceo a Babbo Natale non credano più da un pezzo, perciò si capisce la loro disperazione per arrivare a scrivere a un essere immaginario per chiedere quello che semplicemente sarebbe un diritto inalienabile dell’uomo: avere un futuro scevro da “ignoranza e precarietà”.

“Riusciamo a vedere solo grigio – scrivono con lucida maturità – un futuro che ci vede costretti a pagare per colpe che non sono le nostre, un futuro nel quale non viga la regola del più forte, ma si abbia la capacità di ascoltare, dialogare e trovare una sintesi insieme”. Chiedono aiuto, i nostri giovani, per sé e per quei poveracci degli insegnanti – ma quelli preparati, eh! – i primi adulti, dopo la famiglia, ad avere un peso sulla loro educazione e sulla loro formazione.

Intristisce e fa riflettere, a mio avviso, questa lettera di Natale giunta proprio alla vigilia della festa più bella, mentre tutti si affannano frenetici tra le ultime compere e i fornelli per il cenone. Che esempio diamo noi, innanzitutto come società? Le ultime notizie sulla cosiddetta Cupola romana (che ahimè non è quella di San Pietro) riferiscono di rapporti con la ’ndrangheta: insomma, il peggio del peggio che si possa immaginare, altro che mondo in cui non “viga la legge del più forte”.

Il nostro ambito di competenza, lo sappiamo, è la città di Roma, quindi non usciremo neppure in questa sede dai confini del Gra, che già mantenendoci all’interno dell’anello ferroviario le cose da aggiustare sono troppe. Cosa chiedereste voi, romani per bene, a Babbo Natale, come regalo alla vostra città? E non diteci le bancarelle! Più parcheggi? Ospedali che funzionano e pronti soccorso dove non si debba per forza passare un giorno e una notte prima di essere ascoltati? Tasi più bassa? (A proposito: avete capito che l’acronimo sta per “tassa sui servizi invisibili”? Mai nome fu più azzeccato…) Una discarica ultramoderna? Autobus in orario? La butto lì, ma questa è grossa: una nuova linea di metropolitana?

Sorridete, sorridete pure, invece c’è da piangere, e molto. Abbiamo deluso noi stessi e se le cose non le cambiamo, deluderemo i nostri figli. Queste sono solo chiacchiere, è vero, ma ci è concesso fermarci un attimo a pensare e, magari, sognare come gli studenti del Colonna, un futuro migliore: un regalo che non arriverà, almeno non questo Natale.

Foto | Mazzaq-Mauro Mazzacurati

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