Matteo Renzi lancia le Olimpiadi di Roma 2024

Dal salone del Coni, dove il premier ha consegnato i Collari d'Oro al Merito Sportivo e Diplomi d'Onore, si lancia la prossima sfida per la città di Roma: ospitare le Olimpiadi del 2024

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato questa mattina dal salone grande del Coni che Roma sarà la prima città ufficialmente in corsa per ospitare i Giochi olimpici del 2024.

L’annuncio l’ha dato lo stesso presidente Matteo Renzi, nel Salone d’Onore del Coni in occasione della cerimonia di consegna dei Collari d’Oro al merito sportivo:

"Non ci candidiamo nello spirito di De Coubertin, per partecipare: lo facciamo per vincere, statene certi [...] L'Italia troppo spesso sembra rassegnata: si può anche perdere, ma quello che non è accettabile è rinunciare a giocare la partita, rannicchiati. Abbiamo tutte le condizioni per ambire all'oro".

ha dichiarato il premier. Secondo quanto riporta il quotidiano torinese LaStampa l’assist perché la Capitale scendesse in campo lo avrebbe fornito il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) dettando la nuova agenda alle città con il sogno olimpico: meno investimenti e possibilità di far disputare alcune gare anche in altri luoghi.

Per il CIO si può procedere con procedure più trasparenti, veloci, economiche e che danno la possibilità di far disputare alcune discipline anche al di fuori dal luogo votato per i Giochi: Firenze e Napoli, Milano e Venezia, la Sardegna, le Olimpiadi 2024 potrebbero dislocarsi in più città del Belpaese: il cammino per arrivare al voto finale durerà fino al settembre del 2017 e soltanto fra nove mesi si conosceranno i nomi delle rivali italiane.

Certo, è strano assistere alla candidatura per i Giochi Olimpici del 2024 proprio mentre, a Roma, imperversa la tempesta di Mafia Capitale, l'inchiesta giudiziaria che ha scosso la politica romana e che rischia di far partire questa candidatura già zoppa.

Strano è anche pensare al 14 febbraio 2012, quando l’allora presidente del Consiglio Mario Monti non firmò la lettera di garanzia che avrebbe dovuto accompagnare il cammino di Roma nella sfida per le Olimpiadi del 2020 perché, spiegò, "visto il momento abbiamo ritenuto di dover essere molto responsabili": troppo elevati i fondi per realizzare il sogno olimpico, dato che si stimava fossero necessari 9,8 miliardi, di cui 4,7 finanziati con fondi pubblici.

"Almeno in parte il progetto delle Olimpiadi di Atene nel 2004 ha contribuito al dissesto finanziario della Grecia. E questa è una delle considerazioni che ci hanno guidato a essere prudenti."

aveva spiegato Monti a SkyTg.

L'ignavia italiana

città sport

A Matteo Renzi occorre ricordare le strutture dei Mondiali di Nuoto terminate in parte dopo i mondiali di nuoto (e in parte non completate)? O forse è meglio ricordare il progetto Città dello sport, un complesso sportivo polifunzionale dall'architetto spagnolo, Santiago Calatrava la cui costruzione è stata avviata e poi interrotta, nell'area dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"?

Quel progetto, Città dello Sport, fu avviato nel 2005 all'epoca del primo mandato della giunta Veltroni: nelle intenzioni sarebbe stato destinato a ospitare i Campionati mondiali di nuoto 2009. La società che ricevette l'incarico fu la Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, mentre la gestione dei fondi fu affidata alla Protezione Civile dell'allora capo Guido Bertolaso che chiama a gestire l'amministrazione dei capitali Angelo Balducci: tra il 2006 e il 2007 i lavori di costruzione pur non avanzando (di fatto il primo scavo è del 2007) vedono il raddoppio dei costi di costruzione che arrivano a 240 milioni di euro. Claudio Rinaldi subentra a Balducci nel 2008, pochi mesi dopo il neosindaco Alemanno annuncia la ripresa dei lavori e dopo poco un nuovo stop: niente nuoto a Tor Vergata.

Poi, nel 2011, con la candidatura di Roma quale sede delle Olimpiadi 2020 fortemente voluta da Alemanno si decise di riattivare il cantiere di Tor Vergata: i lavori ripresero senza nessuna data certa per la consegna dell'impianto e con una cifra stimata per il completamente lavori di 660 milioni di euro, 11 volte il prezzo iniziale.

All'inizio di quest'anno il Comune di Roma ha valutato il cambio di destinazione d'uso per la "vela" già completata, destinata nel progetto di Calatrava allo stadio del nuoto: l'Università di Tor Vergata ha proposto di trasformare la struttura in una serra/orto botanico.

La spesa prevista completare la copertura secondo il capitolato è di 60 milioni di euro: in questo piano la struttura per essere completata richiede altri 426 milioni di euro.

(in aggiornamento)

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