Campidoglio: il magistrato Sabella nuovo assessore alla Legalità

Il giudice Alfonso Sabella nuovo assessore al Campidoglio per supervisionare le nuove deleghe su legalità, trasparenza e appalti nella giunta capitolina.

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«Se è vero che la corruzione costa circa 10 miliardi di euro di Pil nazionale, come indicato da Unimpresa, Roma perderebbe a causa dei fenomeni di corruzione almeno 650 milioni di euro l'anno, Di non secondaria importanza è l'impatto sociale della corruzione che si manifesta attraverso la distorsione del mercato e della concorrenza, il mancato rispetto dei principi di efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione, un freno alla crescita economica e agli investimenti, soprattutto esteri, una diffusa sfiducia verso la classe politica e l'erosione del servizio pubblico».

Anche senza la precisazione del presidente della commissione capitolina sulla spending review, Daniele Frongia (M5s), ben prima dell'appassionante serie a puntata offerta da la Mafia Capitale nel 'Mondo di mezzo' di criminali locali e politici collusi, non era inconsueto averne il sospetto.

Un sospetto trasformato in certezza e stato d'emergenza sul fronte della trasparenza amministrativa, pronto a condurre in Campidoglio, Alfonso Sabella con l'incarico di supervisionare le nuove deleghe su legalità, trasparenza e appalti nella giunta capitolina.

Il magistrato impegnato sul fronte antimafia sin dall'incontro con il procuratore aggiunto di Palermo Giovanni Falcone nel 1989, passato da Termini Imerese alla procura di Palermo, come ex sostituto procuratore del pool antimafia di Gian Carlo Caselli.

Il fratello del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale palermitano Marzia Sabella, nel pool che catturò Provenzano, che durante il G8 di Genova del luglio 2001 fu a capo del servizio ispettivo del Dap (Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria) e il responsabile delle carceri provvisorie di Bolzaneto e San Giuliano, come collaboratore di Giancarlo Caselli, incarico dal quale venne rimosso per contrasti con Giovanni Tinebra, passando dalla procura di Firenze a quella di Roma.

Un Cacciatore di mafiosi del calibro di Leoluca Bagarella, Giovanni ed Enzo Brusca, Pietro Aglieri, Nino Mangano, Vito Vitale, Mico Farinella, Cosimo Lo Nigro, Carlo Greco, Pasquale Cuntrera e molti di quelli descritti, con retroscena delle indagini, pedinamenti e arresti condotti in prima persona, nel suo primo libro edito del 2008 ( che ha per titolo proprio 'Cacciatore di mafiosi').

«Sentivo la necessità di una figura di straordinaria professionalità nel settore della legalità e del contrasto alla criminalità»

La risposta alla necessità avvertita dal sindaco Ignazio Marino che non ha tardato a riscuotere gli attacchi del centrodestra, in arrivo dalla deputata di Forza Italia, Jole Santelli

«Forse è arrivato il momento di fare meno demagogia ed anche di evitare di strumentalizzare la stessa figura dei magistrati, indipendentemente dalla persona specifica»

Tutto questo, aspettando il dodicesimo assessore che potrebbe essere un'altro esterno, mentre l'ex sindaco Gianni Alemanno annuncia querela per diffamazione contro l'attuale sindaco «per le affermazioni che ha rilasciato all'assemblea del Pd al centro Elsa Morante, quando Marino ha dichiarato che “l'impianto criminale nasce nella destra di Gianni Alemanno».

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