Divorzio low cost a Roma: in Comune a 16 euro in 30 giorni

Anche Roma ha il suo ufficio comunale per separazioni e divorzi espressi, con 16 euro in 30 giorni.

Ho sempre trovato poco romantico il contratto matrimoniale come formula giuridica per suggellare qualcosa di elevato come l'amore, e decisamente triste e costoso quello di separazione e divorzio, quindi meglio che almeno questi siano express ed economici, da ieri anche a Roma.

A partire dal 12 dicembre 2014, presso l'ufficio matrimoni dell'Anagrafe Centrale del Comune di Roma di via Petroselli 50, infatti è attivo il servizio di trascrizione nei registri dello stato civile delle

"Convenzioni di negoziazione assistita da uno o più avvocati per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio"

 

Formula lunga in burocratese per dire che, se la coppia non ha figli, può divorziare o separarsi in 30 giorni, spendendo solo 16 euro, roba che l'aperitivo per festeggiare l'evento (consensuale) con l'ex vi costerà sicuramente di più.

Il primo frutto della nuovo decreto legge 132/2014 per la riforma del processo civile che ha come obiettivo quello di portare fuori dai tribunali diverse procedure, tra cui quelle per i coniugi in crisi, rendendo rapido, economico e meno indolore il momento di lasciarsi, se la decisione è consensuale e non ci sono figli da tutelare. A questo si aggiunge da ieri anche il servizio di

"Separazione consensuale, richiesta congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e modifica delle condizioni di separazione o di divorzio innanzi all’ufficiale di stato civile".

Per approfittare della nuova pratica basta che la coppia di coniugi si rechi in comune con un documento in cui entrambi dichiarano di volersi dividere alle condizioni elencate, e anche in questo caso per la cui stesura ricorrere o meno ad un avvocato resta facoltativo.

Se gli aspiranti ex coniugi sono concordi, devono firmare accordo e dichiarazione davanti al sindaco, che li invita a ripresentarsi dopo 30 giorni per confermare la scelta. Se non dovessero tornare, restano a ogni effetto marito e moglie. Unica spesa: 16 euro per diritti di pubblicazione di matrimonio, questo però sempre fermo restando il periodo propedeutico di 3 anni tra la separazione e il divorzio.

Se la coppia ha figli, o trasferimenti immobiliari, assegni e abitazione in comune, serve invece l'assistenza dell'avvocato, ma anche solo in un semplice studio legale e non più per forza in tribunale e il costo dell'operazione sale solo fino a 43 euro.

Prezzo che purtroppo sale senza accordo. Con un avvocato in due la spesa sale a circa 2.000 euro, e se poi uno dei due non desidera neanche lasciarsi serve il tribunale, dove in teoria la spesa per dividersi parte da 98 euro, ma le parcelle dei legali arrivano a sfiorare cifre a quattro zeri.

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