La settimana dei Municipi: braccio di ferro sul Natale in piazza Navona

Tensione tra il Municipio I e i commercianti, festa della Befana a rischio

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Il Natale dovrebbe rendere tutti più buoni e invece… grande protagonista della nostra settimana con i Municipi questa volta è il Municipio I Roma centro, alle prese con una bega natalizia non da poco: quella di commercianti e giostrai che animano – o meglio, quest’anno dovrebbero animare, il condizionale è d’obbligo – il tradizionale mercatino di Natale in piazza Navona.

Questi gli accadimenti: dopo anni di regime di proroga, per il Natale 2014 la miniamministrazione ha emesso un bando che di fatto ha dimezzato il numero di bancarelle: da 115 a 72. Più precisamente, poi, un bando riguardava la giostra, un altro gli spettacoli viaggianti e l’ultimo 60 attività commerciali da suddividere tra artigiani ambulanti, giocattoli e dolci.

Una sterzata in direzione della legalità, dunque, già intrapresa dallo stesso Municipio e nella medesima piazza la scorsa estate, quando fu lotta al tavolino selvaggio (e anche la reazione del settore commerciale fu pressoché la stessa) che però non è piaciuta agli esercenti, i quali minacciano di non aprire affatto, rovinando così la festa dei romani, soprattutto il giorno della Befana, ricorrenza particolarmente sentita in città, della quale nei giorni scorsi hanno simbolicamente inscenato il funerale, con tanto di bara e lumini.

Una delle argomentazioni dei commercianti – a quanto pare molto solidali tra loro, sarà la crisi – è che il nuovo bando cancella tutte le anzianità guadagnate negli anni e dà uno spazio eccessivo al ‘luna park’ a discapito delle vendite; dal canto suo il Municipio risponde che le strutture degli operatori vincitori non sono conformi alla nuova planimetria del Comune.

Morale della favola, per protesta gli esercenti che avevano vinto il bando, attivi nei settori dei presepi e dei dolciumi natalizi – cioè le attività più inerenti alla festa - non hanno ritirato la licenza e i termini sono appena scaduti, ma la palla è ora passata al Tar al quale molti hanno fatto ricorso e che dovrà pronunciarsi il 19 dicembre, proprio a ridosso del Natale.

Nel frattempo, lo stesso Municipio ha varato per il rione Prati il progetto ‘Natale sicuro’ che prevede un presidio di polizia municipale nelle strade più interessate dallo shopping natalizio, come via Cola di Rienzo, via Candia, il mercato Trionfale e via Ottaviano; e ha inaugurato il nuovo orologio dell’Oratorio dei Filippini dopo il restauro effettuato in occasione del centenario. Si tratta dell’orologio della torre progettata dal Borromini e situata nell’omonima piazza, una volta nota come piazza del Monte Giordano.

Invece, a proposito di difesa della legalità, in prima linea è anche il Municipio X, che dopo aver promosso una giornata ad essa dedicata lo scorso ottobre, alla quale hanno preso parte 11 scuole, questa settimana hanno premiato gli studenti più meritevoli di quegli istituti che hanno elaborato il miglior decalogo sulla legalità. Ma non ci si ferma qui: se l’ombra della mafia capitolina si allunga sulla città, il Municipio sospende tutte le procedure negoziali in corso e revoca l’appalto concesso alla cooperativa 29 giugno sul servizio di pulizia e manutenzione ordinaria e straordinaria del lotto 2 della spiaggia libera di Castelporziano e delle potature degli alberi sulla via del Mare e su via di Castelfusano. Infine, ha siglato l’accordo con le rappresentanze sindacali unitarie sulle politiche sociali e il lavoro nel welfare.

E per concludere parliamo di periferie: è stato affidato al senatore a vita e archistar Renzo Piano il progetto del governo per il recupero delle periferie italiane. A tal proposito è stato messo a disposizione dell’architetto un ambiente a Palazzo Giustiniani e il progetto è già partito da Torino, Catania e soprattutto Roma e consterà di piccoli interventi che necessitano di pochi fondi, come quello nel Municipio III, in cui è stata realizzata una piazza attrezzata al posto del luogo degradato di una stazione mai finita al centro del Viadotto dei Presidenti.

Foto | Paolo Fefé

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