“Roma si mette in luce” per le Feste di Natale

Ad un sol boccone dal 1 dicembre, dal primo blocco delle targhe alterne, l’ennesimo stop delle auto inquinanti e sciopero dei mezzi di trasporto pubblici, tra pedalate per ciclabili fantasma, presepi che protestano contro le discariche, astronavi futuristiche che atterrano in piena casba, e una battaglia alla violenza, al crimine e al decoro che fanno meno prigionieri della crisi, “Roma si mette in luce” accendendo le lucette di Natale.

Del resto per quanto sia improbabile che la slitta di Babbo Natale atterri all’aeroporto di Fiumicino e proprio qui che si è inaugurato il progetto sfavillante con tanto di letterina a “Babbo Natale Governo” che Alemanno avrebbe auspicato di scrivere per non frenare il progetto di Fiumicino 2, diffondendo il verbo (nel video) di maxischermi, ‘realtà aumentata’ e tanta luce abbagliante.

Diamanti di luce sono previsti però anche per le vie dello shopping del centro, da via Frattina a via dei Condotti, con una puntatine alla Via Veneto che rimpiange la Dolce Vita, ma anche a San Giovanni, Via Appia, Viale Marconi, Ostia e Acilia, a sminuire (forse) i luccichii multicolori delle incanta burini (licenza poetica del nostro Pasquino) che avvisteremo a macchia di leopardo nei pressi di negozietti e centri commerciali...

Christmas Lights tricolori per Via del Corso e Piazza Venezia, faranno compagnia al solito albero che spegne le speranze dei cuori verdi, mentre un Albero dei Desideri dove poter lasciare messaggi telematici (però non esagerate con gli insulti) spunterà nella Piazza del Mercato della Stazione Termini, e apparizioni di figure eteree e angeli della pace in stazione, che però non hanno nulla da spartire con i volontari che assistono i senza tetto della zona.

Tra Fate della Neve un po’ troppo nordiche per la nostra tradizionale temperatura, salvo nevicate fuori programma, e gemellaggi con alberi al centro di Mosca in programma, la scalinata del Campidoglio ha optato per gli intramontabili angeli di candida luce led, però poi che non si lamentino se qualcuno ironizza sul candore della coscienza di chi occupa le stanze della sede del Comune di Roma, e di tutti questi bagni di luce che non rendono comunque ciechi a quelli di realtà.

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