L'accademia e l'Eros, una mostra per raccontare l'arte e l'uomo

Una mostra che punta sull’erotismo e la sessualità, due componenti fondamentali nella nostra vita ma spesso celate da una società carica di tabù

ritratti artistici


Timidi o, forse, sarebbe meglio dire ipocriti. Viviamo in un mondo che nega gli istinti più profondi, che poi non sono mai necessariamente sbagliati. Come l’erotismo e la passionalità, assolutamente naturali, che tornano ad assumere un ruolo da protagonisti grazie ad una mostra organizzata presso la Galerie Giulia Antiquités di via Giulia.
Si intitola “L’Accademia e l’Eros” e attraversa la storia del ritratto e del segno grazie ad una serie di interessanti nudi artistici. L’inaugurazione il prossimo 4 dicembre di fronte ad una trentina di opere ad inchiostro di china di Roberto Di Costanzo, per un allestimento curato da Massimo Sarandrea. L’ingresso non avrà alcun costo e la visita sarà possibile fino al prossimo 24 dicembre.

Il ribelle

L’indagine è sulla manifestazione dell’arte attraverso il segno e non si racconta di uno scandalo, ma di una società che non sa bene come reagire di fronte alla spinta emotiva e sessuale, del resto del tutto normale.

In una location splendida, l’idea è quella di indagare sullo studio accademico di modelli dal vero, dall’antico al moderno con un'unica protagonista: la natura dell’uomo nell’ambiente che lo circonda. Il disegno, in questo senso, è spesso stato considerato in un ruolo minore, ma in effetti è il solo dove rintracciare l’abilità di colui che propone e realizza. La sua ispirazione, la sua idea passano attraverso un foglio di carta che diventa il modo per comunicare con il mondo.

L’erotismo su cui punta la mostra non è una esibizione fine a se stessa ma permette di comprendere il proprio corpo e viverlo completamente, rintracciando modelli antichi e di grande bellezza. L’artista Roberto di Costanzo, ritrattista e pittore, ha detto sull’evento: “La mostra l"Accademia e l'Eros" nasce da un incontro col il maestro Piero Tosi, il quale avendo seguito il mio percorso artistico negli ultimi anni, mi invitava a scoprire il corpo, l'anatomia l'espressione fisica. Dall'invito di un maestro nasce questo viaggio intimo che intende sposare l'arte del disegno con la ritrattistica. Ho voluto raccontare storie ed in ognuna cercato particolari nei quali perdermi e svelare l'animo di chi posava. Una costellazione di segni a cui ho affidato l'incontro tra la mano rapida al tratto ed il bisogno dell’occhio di cercare nella bellezza verità. Verità narrata dalla carta che non intende rinchiudersi nel giudizio sintetico dell'opera ma che intende suggerire una chiave di lettura e di domanda sull'eros nel contemporaneo”.

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