Gluten Free Day 2014, al via la seconda edizione

Al Lanificio Factory di Pietralata l’evento dedicato ai celiaci romani

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Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, in cui l’evento ha debuttato a Roma, torna il Gluten Free Day, manifestazione dedicata ai celiaci romani, nella piacevole cornice del Lanificio Factory, promotore della kermesse assieme alla sezione Lazio dell’Aic, l’Associazione italiana celiachia.

La giornata, a ingresso completamente gratuito per tutti dalle 9.30 alle 20, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica al mondo del gluten free e accoglie non solo celiaci, ma anche chi vuole mangiare senza glutine per scelta. Oltre a scoprire, quindi, le nuove frontiere dei prodotti senza spiga, si proporrà anche la riscoperta di tutti quegli alimenti che sono per loro natura privi di glutine, come i legumi, gli pseudocereali, le verdure e i formaggi, tutti rigorosamente a km 0 e ‘approvati’ dalle collaborazioni con Slow Food e Gambero Rosso.

E poi, naturalmente, degustazioni, laboratori di cucina, showcooking, incontri e conferenze con esperti del settore e della filiera di vendita gluten free, testimonianze di famiglie e un ricchissimo programma dedicato ai bambini perché – com’è noto – affrontare la celiachia per un bambino è sicuramente più difficile.

E in attesa dell’evento, per capire qualcosa di più sulla materia, abbiamo incontrato Rita, commessa del negozio Mangio Bene, inaugurato un paio di mesi fa nel cuore di Monteverde, e dedicato al mondo del gluten free, ma anche del biologico, del vegetariano e del vegano, e a tutti i mondi delle intolleranze o delle malattie metaboliche come il diabete.

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Tra queste quattro mura di legno, in un ambiente che sprigiona allegria e si pone già nel presentarsi l’obiettivo di uccidere l’idea che certe alimentazioni siano per forza punitive, troverete dalle marche più comuni del senza glutine a prodotti di nicchia senza zucchero, senza latte o senza uova, a seconda di quale sia il vostro specifico problema.

A monte del progetto Mangio Bene, una grande sensibilità verso tutti questi problemi di salute, ma occhio a non scambiarlo per una sorta di farmacia: “Qui vengono certamente persone che devono seguire un certo tipo di alimentazione come celiaci o allergici – esordisce Rita – ma una buona fetta della clientela è costituita da persone che tengono molto alla qualità di quello che mangiano, cercano di comprare biologico, sano e genuino, ma abbiamo anche semplici curiosi, che quasi sempre ritornano”.

Tra le meraviglie incontrare su questi scaffali, oltre alla quinoa, ormai tanto di moda tanto da aver fatto salire il prezzo alle stelle anche nei paesi produttori in Sudamerica (qui siamo sui 15-16 euro al kg), il gomasio: un insaporitore di origini orientali assolutamente naturale, privo di sale e di glutammato, quindi consigliabile a tutti, e le sfogliatine che sembrano patatine invece sono verdure non fritte ma sanno assolutamente di patatine (anzi, sono meglio).

E poi, naturalmente, biscotti e pasta in mille formati diversi e realizzate con farine completamente diverse, dal grano saraceno al riso, dall’amaranto, al kamut al bulgur, fino alla pasta di segale e perfino di canapa. “Prima i celiaci avevano a disposizione solo la pasta di riso oltre a quella senza glutine – aggiunge – ma scuoceva, si ammollava e diventava collosa, quindi molte marche hanno fatto ricerca e si sono lanciate su altre farine sostitutive”.

I prezzi sono spesso inferiori a quelli delle farmacie, anche se alcune ditte impongono i loro: “Comunque noi accettiamo le ricette che la Asl fa ai celiaci – precisa Rita – e in modo che tutto sia trasparente e chiaro per il cliente, abbiamo contrassegnato con una casella rossa i prodotti per celiaci mutuabili, che in genere sono quelli non biologici. In giallo, invece, tutti i prodotti gluten free, quindi adatti ai celiaci, anche non mutuabili. Infine, in blu gli alimenti a basso indice glicemico e in verde quelli adatti anche a chi ha altre intolleranze come quelle al latte o alle uova”.

Un’attenzione particolare, qui, viene data ai bambini: scoprire di essere celiaco a 7-8 anni e non poter mangiare nulla alle festicciole o non poter assaggiare la merendina che hanno tutti gli altri perché impazza la pubblicità in tv, può essere difficile: “Molte ditte stanno approntando prodotti del tutto simili, anche visivamente oltre che al gusto, a quelli delle marche più famose, in modo che i bimbi celiaci non si sentano emarginati, purtroppo in televisione non si vedono pubblicità di dolci per celiaci spacciati come succulente golosità!”.

Infine, tanti i progetti per il futuro, da quello immediato del Natale per cui stanno preparando coloratissimi monocesti a ‘tema’ o anche cesti più grandi per tutta la famiglia, a quello un po’ più remoto: “Vorremmo proporre giornate di degustazioni per far conoscere i nuovi prodotti, come la birra senza glutine o certe farine di riso che sono ottime per panare il pesce, ma abbiamo bisogno di pensare a come riorganizzare lo spazio”.

E quando stiamo per salutarci, Rita ci svela l’ultima tendenza: quella del crudismo o, per dirla all’inglese, il Raw Food: “I fautori affermano che è l’unico modo per mantenere davvero le qualità organolettiche e i sapori degli alimenti”, sorride. Sarà. Certo, risparmiare si risparmia: vuoi metter quanto costa oggi il gas?

Foto | Jodimichelle
Foto | Roberta Barbi

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