Il Teatro Eliseo: il trionfo, il declino e la speranza

Per ora il sipario è calato sulla storica struttura, ma l’Eliseo potrebbe presto riaprire

Teatro Eliseo


Una lotta, quella dei lavoratori e di chi ha sempre amato la struttura che, per ora, sembra non aver avuto i risultati sperati. La battaglia, però, non si è conclusa. Il Teatro Eliseo dopo vari annunci, il 20 novembre ha chiuso i battenti e i carabinieri sono giunti a porre i sigilli. Il fermo dovrebbe essere provvisorio e le varie forze politiche della città si stanno battendo per evitarne il totale abbandono con conseguente perdita di lavoro di uno staff interno ben nutrito. Nei giorni scorsi, intanto, a tentare di evitare il collasso della cultura e di un pezzo di storia locale, era stata lanciata una petizione con l'hashtag #TeatroEliseoResisti.

I lavoratori e i sostenitori di un palcoscenico tanto prestigioso continuano a combattere ben sapendo che la rete è un’ottima cassa di risonanza che può sensibilizzare le istituzioni. Una lettera è stata rivolta al sindaco Ignazio Marino, ma anche al Presidente della Regione Lazio, all’Assessore alla Cultura della Regione Lazio e all’assessore alla Cultura del Comune di Roma per riportare lo stabile romano ai fasti di un tempo. Bisognerebbe ritornare a prima del 2012 quando tra il taglio dei contributi da parte dello Stato, il calo delle sponsorizzazioni e la diminuzione dei ricavi, è stato un contino declino fino all’epilogo.

Il testo doveva fermare la chiusura del 20 novembre, così non è stato ma non tutto è perduto e le cose possono ancora cambiare. Riportiamo parte della missiva che doveva fermare le trattative e che al momento resta come un documento importante a sostegno dell'arte, della cultura e della storia di Roma:

“Il Teatro Eliseo di Roma, 114 anni di storia gloriosa, pilastro della Cultura non solo di Roma ma dell’intero Paese, rischia lo sfratto per interessi privati, se entro il 20 Novembre non verrà trovata una soluzione che garantisca la continuità. Ciò che lo sta uccidendo sono l’indifferenza della proprietà immobiliare e il silenzio delle istituzioni.

Il Teatro Eliseo, come molte istituzioni culturali del Paese e in particolare della città di Roma, è stato travolto dalla crisi a partire dal 2012: il taglio dei contributi dello Stato che hanno caratterizzato gli anni dal 2009 in poi, il calo vertiginoso delle sponsorizzazioni, il calo dei ricavi da botteghino provocato dall’abbassamento del prezzo medio del biglietto (i dati SIAE danno un calo del volume d’affari per teatri della Regione Lazio pari a circa il 20% nei 2 anni tra il 2012 e il 2013) sono stati gli elementi che hanno generato calo dei ricavi e non un calo proporzionale dei costi, che già erano stati molto tagliati e sotto un certo livello avrebbe generato una diminuzione drastica del livello qualitativo. Questo ha portato all’indebitamento che ha consentito al Teatro di sopravvivere, senza alcun sostegno dagli enti locali.

In questa crisi si inserisce la difficoltà nel pagare gli affitti verso una società fino a quel momento amichevole (anche perchè partecipata per un terzo dallo stesso gestore). Si fa una moratoria per il mutuo contratto per l’acquisto dell’immobile, si concorda un piano di rientro per gli affitti non pagati (il cui il 50% viene immediatamente pagato) ma improvviso e inaspettato arriva lo sfratto.
Lo sfratto mette tutto in crisi anche i rapporti tra i soci dell’immobiliare e parte una guerra da cui non si riesce a uscire.
Ora basta.

L’interesse primario deve essere la salvaguardia del Teatro, della stagione programmata, dei lavoratori, della continuità. Tutto il resto sono chiacchere. Nonostante la presenza di due proposte concrete sul tavolo ormai da mesi, la proprietà immobiliare non vuole l’accordo per un passaggio che garantisca il Teatro. Vuole distruggere tutto e poi ricostruire non si sa bene cosa né come.
Facciamo cambiare loro idea.

Pretendiamo la garanzia per la stagione e per i lavoratori.

Per questo chiediamo un Tutor istituzionale che segua passo passo le ultime trattative e che garantisca il raggiungimento di un accordo che eviti lo scempio dello sfratto entro il 20 Novembre”.

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