La Tana della Lupa: Lo schiaffo di Udine


Ahia. Non c'è solo il tonfo di Udine, ennesima sconfitta con una squadra che ci precede in classifica, ennesima prova che fa emergere qualche perplessità di troppo sulle scelte di Luis Enrique. Ora i malumori cominciano a serpeggiare un po' ovunque.

A cominciare dal duello fra gauchos negli spogliatoi. Osvaldo rimprovera il giovane Lamela (forse memore dell'ultimo asssist per Bojan col Lecce) per quel passaggio mancato sotto porta (che poi caro Osvaldo, un minuto dopo avrai la tua pelota e la spari in curva) e dal diverbio si passa alle mani. Osvaldo sarà sospeso (Esagerato? Mossa psico-tattica? Giocherà a Firenze?). Il gruppo non è però quell'orchestra affiatata che ci volevano raccontare.

Viene fuori pure il ritorno degli stipendi in ritardo. Intanto un Sabatini seccato difende il suo lavoro e accusa il giovane coach. Dal canto suo Baldini (il cui arrivo tanto atteso ha dimostrato che forse la gestione dei ruoli andava studiata con più ordine) difende le sue scelte e minimizza.

Insomma. Come avevamo subito sospettato, qui non è affatto facile fare rivoluzioni se intanto mancano le vittorie. Ed è solo questo il problema, autentico. "Mai schiavi del risultato" è un grande, bellissimo cambiamento. Condannato perfino da quel palazzone d'ipocriti che controlla il calcio italiano.

Si sapeva che sarebbe stato difficile. Che il doposensi avrebbe avuto mille gufi. Ovunque. Ma chi prosegue a credere nel domani, si può permettere di chiedere qualche ragguaglio. Ai tifosi interessa poco che lo spogliatoio sia caldo. Anzi, l'ultimo scudetto ci ricorda bene il clima, i cazzotti e le bottigliette che volavano, ma c'era don mascellone in panca.

Purtroppo, oltre alla resistenza molto più signorile, noto che la simile mascella del nostro Luis, rischia molto. Anche a Udine ha sbagliato. Fino al cambio Bojan-Gago, la Roma non aveva comunque rischiato, garantendo personalità in mezzo (nonostante Greco). L'idea di rifare lo scacco di Novara è stata ingenua. Udine non è Novara.

Se proprio vuoi fare il fico e lasciare Lamela dietro le due punte, allora togli Greco. Non Gago. Lo strappo di Kjaer poi sembra la buccia di banana che avevamo già rischiato di prendere con il Lecce. Juan torna a giocare come si deve, perché a quel punto rinunciare all'utilizzo, magari anche parziale, di Heinze (dipenderà mica anche questa scelta da un litigio)?

Se penso che ora abbiamo Firenze (ovviamente con l'acqua alla gola, pronta alla partita della vita parola di Cerci), quindi la Juve e poi Napoli... Caro Luis, dovrai davvero ritrovare tutta la fortuna che ti è mancata fino ad oggi. Qui tira una brutta arietta ora. Ma è in questi momenti che si fanno le differenze tra partecipanti e protagonisti, tra uomini e campioni. Domanda a Totti, ne sa qualcosa.

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