La truffa delle chiavi


Eccone un'altra. Prosegue la nostra odissea fra le costellazioni delle truffe metropolitane. Dopo quella cult dello specchietto, e quella fresca della strusciata, usciamo parzialmente dal fertile seminato dei sinistri per scoprire una nuova tecnica molto usata in questi ultimi tempi oscuri.

La truffa del mazzo di chiavi. In realtà la chiamiamo così per sintesi, ma indagando abbiamo scoperto diverse varianti. Tutte si basano sulla gentilezza e disponibilità della vittima prescelta. Occhio quindi alla bontà e al senso civico. Spingono su questi tasti.

Funziona così: Mentre salite sulla vostra auto si avvicina un tizio educato che vi indica una cosa. "Ci sono della chiavi sotto la vostra macchina" (ma possono essere occhiali da sole, cellulari, borselli). Mentre voi vi chinate a guardare e raccogliere, un complice vi deruba quello che avete sul sedile o nell'abitacolo.

Capita spesso intorno ai centri commerciali, ma attenzione anche se siete professionisti che escono dall'ufficio. Il sistema si espande anche nelle zone ricche, sotto cliniche e uffici notarili. Il fatto che la polizia sia riuscita diverse volte ad acchiappare qualche furfante che operava in questo modo non sembra un deterrente. Anzi, il modello fa scuola.

A Roma era diventata famosa una banda di nomadi, ma la sua fine ha generato altri esperti della rapina con garbo. Quella che sfrutta l'impulsiva gentilezza degli esseri umani, puntando soprattutto sulle generazioni più anziane.

In futuro quindi non vi meravigliate della maleducazione del prossimo, sordo a qualunque gesto di cortesia e di umanità. Che bella società di mostri tristi abbiamo creato. Complimenti.

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