L'Isis minaccia di nuovo Roma: video choc di bambini combattenti

La nuova minaccia Isis per Roma arriva dal loro magazine «Daqib» mentre un video diffonde immagini dei giovani indottrinati alla propaganda jihadista

video choc bimbi combattenti - Isis minaccia ancora Roma

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L’ondata di sangue e violenza che lo Stato Islamico (IS) si lascia dietro e le imprese disumane dei sui jihadisti, continuano a raggiungere il resto del mondo con video choc che ostentano decapitazioni, messaggi del sangue e minacce social.

Minacce di fondamentalisti rivolte a tutti gli infedeli d'occidente e la Roma simbolo della cristianità, che torna ancora una volta ad essere oggetto di propositi espliciti «Piazzeremo la nostra bandiera su Roma», accompagnati da uno dei tanti video disturbanti che riprendono i giovani indottrinati alla propaganda jihadista..

"Conquisteremo la vostra Roma, romperemo le vostre croci, schiavizzeremo le vostre donne"

Il precedente proposito minaccioso di conquistarci, lanciato via twitter dal portavoce dell'Isis Abu Muhammed Al Adnani, sembra aver attirato più ironia che terrore in città, non lesinando parodie da romanzi terroristi e inviti a prendere la nostra metropolitana che non ha bisogno di sabotaggi terroristi per fermarsi.

La nuova minaccia sbandierata dall'Isis sul quinto numero del suo magazine «Daqib» (ogni terrorista degno di questo nome ormai ha una tv e un magazine tutto suo), concluso dalla foto dei ragazzini in divisa, arriva corredata anche da un video di circa 15 minuti rilanciato dal Site che ne dimostrerebbe l'addestramento e colpisce come veder crescere le radici dell'odio.

Un video che riprenderebbe un gruppo di bambini kazaki, figli della steppa e dell'era dei "nuovi combattenti", addestrati a usare i kalashnikov e a combattere al grido di 'Allah u Akbar'.

I figli di combattenti che sfilano armati fino ai denti, secondo il video, tutti originari del Kazakhstan, repubblica centro-asiatica dell'ex Urss a maggioranza musulmana, oltre ad essere ultimo baluardo di popoli seminomadi come i Kazaki, discendenti di turchi, mongoli, tribù indo-iraniane e Unni che popolano i territori inospitali tra la Siberia e il Mar Nero, gli ultimi ad esercitare la caccia con i falconi negli altipiani della Mongolia occidentale, credendo nei culti pre-islamici del cielo, negli antenati, il fuoco e le forze soprannaturali degli spiriti buoni e cattivi.

Una nuova generazione di combattenti che sta imparando l'arabo, l'Islam e ad odiare i cosiddetti infedeli. «Vi uccideremo infedeli, inshallah (se Dio vuole) vi sgozzeremo», con la musica di sottofondo e i "baby soldati" del Califfo che sfilano con le armi.

Un video raccapricciante con tanto di esplicita minaccia lanciata da un ragazzino di circa 10 anni "Sarò uno di quelli che vi sgozzerà, kafiri".

L'ennesimo capitolo e video shock di una propaganda mediatica dell'Isis, che ha appena diffuso un nuovo video dell'ostaggio britannico John Cantlie che rischia di essere giustiziato, mentre nel quinto numero della rivista "Daqib", dopo aver rivendicato i recenti attacchi di lupi solitari entrati in azione in Canada e in Australia su «diretto appello del Califfo» al Baghdad, insiste: «Piazzeremo la nostra bandiera su Roma», il simbolo della cristianità.

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