L'Infernetto contro profughi: protesta e manichini 'inaccettabili' di CasaPound

Aspettando il sit-in di protesta contro il centro rifugiati di via Salorno all'Infernetto, striscioni e manichini appesi da Forza Nuova scatenano indignazione e polemica.


Come anticipato, oggi e domani la protesta si fa sentire un po' ovunque dal centro a Tor Sapienza, ma è dall'Infernetto (di nome e di fatto e non da ora) che arrivano i segnali e le polemiche più accese.

Arrivano dal quartiere a sud di Roma, incastonato tra la via Cristoforo Colombo, la pineta e il lungomare romano, dove l'arrivo dei minori, trasferiti dal centro di accoglienza per rifugiati di via Morandi a Tor Sapienza, a quello di via Salorno all'Infernetto, non ha lesinato baruffe, aggressioni e malcontento degli abitanti del quartiere.

Lo stesso dove il neocostituito Comitato per la difesa del X Municipio, sostenuto dalla sezione locale di Casapound, ha organizzato una manifestazione contro il centro di accoglienza per domani, sabato 22 novembre.

dal corteo al sit-in

Una manifestazione che riunisce CasaPound, Borghezio e Forza Italia in un colpo solo e per ragioni di ordine pubblico, è stata ridotta da corteo a sit-in, vietando ai manifestanti di sfilare accanto al centro, con appuntamento davanti alla sede del X municipio, in piazza della stazione Vecchia, sul litorale, ma la cui promozione non ha mancato di farsi notare.

"Italiano impiccato, immigrato tutelato. Prima gli italiani" sullo striscione appeso assieme ad alcuni manichini di pezza impiccati sul cavalcavia della stazione Lido nord per 'ricordare' l'appuntamento di domani, oltre a non passare inosservato ha sollevato anche parecchia indignazione, a partire dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino che tuona dal social

"Appendere manichini impiccati contro i minorenni rifugiati non è una "manifestazione" ma una dimostrazione di inaccettabile violenza e provocazione che condanno fermamente. Vi chiamate Forza Nuova ma di nuovo non avete nulla. Il vostro razzismo e la vostra violenza sono vecchi e disumani."


Reazione che non tarda a stimolare quella della segreteria nazionale di Forza Nuova attraverso il Segretario Nazionale, Roberto Fiore

La segreteria nazionale di Forza Nuova ha dato mandato ai propri legali di procedere nei confronti del sindaco Ignazio Marino per il reato di diffamazione.
E' il secondo sindaco dopo De Magistris che FN querela per dichiarazioni insensate, faziose e diffamatorie.
Marino ha definito violenta e razzista la protesta che aveva visto FN appendere manichini nella città di Ostia questa mattina, non capendo che il manichino rappresenta l'italiano discriminato e vittima dell'invasione extracomunitaria e non l'immigrato .
Il sindaco con queste sue dichiarazioni rappresenta la protervia e l'arroganza di chi non vuol capire ma forse, semplicemente, non può capire.


L'ennesima strumentalizzazione mascherata da provocazione, senza risparmiare quel pizzico di cattivo gusto che non guasta di reazioni indignate e polemiche ne sta raccogliendo parecchie, dal capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola che arriva a chiedere di non autorizzare il sit-in, all'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) che considera "inaccettabili" le manifestazioni di intolleranza nei confronti dei rifugiati, spesso minori, costretti a fuggire da guerre sanguinose, torture e persecuzioni, come quelle avvenute nel quartiere Tor Sapienza a Roma.

"Alimentare consapevolmente la percezione errata che i rifugiati godano di privilegi e indicarli come causa di disagio per i cittadini italiani è pericoloso poiché falsifica la realtà e fomenta una tensione sociale di difficile gestione."

L'agenzia Onu non manca di ricordare anche qualche dato sul diritto di essere accolti dei rifugiati, previsto dall'art. 10 della Costituzione Italiana, tanto per mettere i puntini sulle i e il numero dei rifugiati in Italia che sono 78.000, contro in 200.000 ciascuno di Francia e Germania, i 130.000 del Regno Unito, 120.000 della Svezia e 75.000 dei Paesi Bassi.

Quello che sarebbe urgente però sono programmi e strategie concrete che favoriscano la loro piena integrazione, così da evitare di giungere a situazioni di crisi.

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