Roma Capitale prende vita: ieri il via libera di Monti al decreto legislativo- Ma ora è scontro sui super poteri


Ancora un passo, anzi due, e l'ente Roma Capitale diventerà realtà. L'ex Comune di Roma ieri pomeriggio ha infatti incassato il via libera del primo consiglio dei ministri targato Monti al secondo decreto Roma Capitale, quello che entro 90 giorni trasferirà i "super poteri" al Campidoglio trasformando Roma in un ente ibrido: ne un Comune, ne una Regione.

Oggi Roma Capitale esiste solo di nome. Per la trasformazione definitiva serve ora l'approvazione del secondo decreto da parte del Parlamento e soprattutto il varo della legge regionale che dovrà trasferire funzioni e competenze. Ed è qui che si gioca la vera partita, quella che può cambiare l'architettura istituzionale di Roma Capitale.

Per ora, infatti, i nuovi poteri del Campidoglio sono ancora pochi: Roma eredita dai ministeri la competenza sulla tutela e valorizzazione del paesaggio, la protezione civile, competenze sul turismo, l'autonomia gestionale del teatro dell'Opera. Per i beni archeologici ed artistici è prevista la compartecipazione con il Mibac. Il sindaco potrà poi essere ascoltato direttamente dal Consiglio dei ministri sui problemi che riguardano la città, senza passare dalle sedi consuete di concertazione fra governo ed enti locali. Il decreto concende poi la possibilità di trasferimento di funzioni dalla Regione Lazio a Roma capitale in materia di trasporti, urbanistica, edilizia e commercio. Questi sono i veri "super poteri" che il Campidoglio vorrebbe. Per ottenerli serve una legge regionale entro 90 giorni, ma non è detto che il Governatore del Lazio voglia cederli. Il braccio di ferro Alemanno-Polverini è iniziato, tra 3 mesi sapremo cosa ne sarà di Roma Capitale.

Infine una buona notizia: in virtù delle nuove funzioni trasferite, poi, nelle casse del Campidoglio saranno trasferite anche maggiori risorse finanziarie necessarie all’esercizio delle nuove funzioni.

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