Borseggiatori in metro a Roma: come agiscono e come difendersi dagli scippi

Una piaga cittadina che peggiora ogni giorno. Turisti ma soprattutto cittadini sempre più angosciati e infuriati. La prima causa del crescente razzismo a Roma. Ecco i perché.

Sono quasi sempre adolescenti, vestiti in "borghese" per passare inosservati, ma ormai tutti li riconoscono. A volte si muovono in gruppi di ragazze sorridenti, altre volte sono giovani uomini che si mischiano tra la folla. Nel 90 per cento dei casi di origine Rom.

Il loro compito? Rubare portafogli, oggetti di valore, smartphone e magari anche biglietti della metro. Insomma, aguzzando l’ingegno e sgranando gli occhi, devono trovare il distratto turista o cittadino che non tiene stretti i propri effetti personali.

La metropolitana di Roma è diventata un incubo e i pendolari di Barberini, Spagna e Colosseo ormai li conoscono. Peccato che aumentino in continuazione. I vigilanti poco riescono a fare per paura di essere minacciati e prendere le corse è diventato una battaglia personale senza esclusione di colpi per tutti.

Per non parlare di Termini, dove spesso si viene bloccati con coltellini e le baby gang non fanno in tempo ad essere fermate che ci sono già i sostituti pronti. Ogni giorno assistiamo ad un nuovo episodio che fa montare l'odio della gente, già stressata da un periodo non proprio felice.

Come agiscono i borseggiatori della metro

Cercano di rendersi insospettabili e oggi sono molto più frequenti le ragazzine, sempre in gruppo che si fanno spalla a vicenda. Puntano alle borse tenute distrattamente e alle tasche. Aspettano che si aprano le porte della metro per entrare stringendo i loro corpi a quello del malcapitato per non far sentire l’intrusione tra le tasche. Attenzione anche alle valige, potrebbero essere prelevate nei pochi secondi in cui le bussole vengono spalancate dai “manolesta” della situazione. Se credete di essere svegli, potreste comunque essere presi in giro perché ne sanno davvero una più del diavolo. Quando riescono a truffare qualcuno, si scambiano i vestiti e si rendono irriconoscibili.

Come difendersi

L’unica regola è: fate attenzione. Potrete riconoscerli facilmente. Sono giovani e quando la gente comincia ad accalcarsi in attesa del mezzo, si spostano avanti e indietro nella banchina in cerca di una preda. Si scambiano occhiate di complicità e si muovono con circospezione. Basta essere frequentatori della metro per imparare a riconoscerne le mosse e, purtroppo, pure le facce.

Chi si ribella e cerca di avvisare chi sta per essere scippato, rischia la reazione. Viene rincorso e picchiato, nel migliore dei casi "maledetto", fra sputi ed urla, tanto sanno che nessuno la farà loro pagare più di tanto. Al massimo saranno cacciati via per qualche minuto.

Non si tratta dunque di coloro (che comunque non mancano) che chiedono durante la corsa l’elemosina, ma sono tantissimi e sparsi ovunque, certamente alle fermate più frequentate il rischio è maggiore. La loro età media? Dagli 11 ai 15 anni circa e una vita, purtroppo per loro (e per noi), già fin troppo vissuta. Chi prova a denunciarli si sente rispondere dalla polizia che loro possono intervenire solo se li beccano durante l’atto dello scippo.

La conseguenza di questo far west tutto romano che non fa che peggiorare, è quello della giustizia privata. Sempre più attuale, sempre più forte. Di questo passo non mancheranno scontri e rappresaglie. Finché non ci scapperà qualche vittima più grave, come spesso e purtroppo, succede in questo Paese, quando allora si deciderà di intervenire sul serio.

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