Pedalando nella Capitale dei Cartelli senza Bike sharing: No Cartelli! No Bike sharing!

Cartelloni Pubblicitari Cristoforo Colombo

Dalle manifestazioni ai manifesti, in un’epoca che fa spudoratamente spot di ogni cosa, alterando profondamente quel confine tra realtà e aspettative da reality, anche una capitale ‘arredata’ con schermi e cornici per veicolare l’immaginario pubblicitario, fa pagare un prezzo salato a chi la vive e attraversa tutti i giorni.

Una filosofia esistenziale con pesanti ricadute sul quotidiano che presenta il conto a chi fa le spese di una cartellopoli regolare e irregolare, che anche quando non offende qualcuno, nuoce gravemente a decoro e salute, a quanto pare, anche quella di chi preferisce pedalare.

Facendo eco al colpo di reni auspicato dal nostro sindaco nel suo recente video discorsetto ai cittadini, sono infatti proprio gli aspiranti ciclisti che speravano nel rilancio del Bike sharing, auspicato dall'affidamento del servizio a privati in cambio di pubblicità spalmata su colonnine, pensiline, rastrelliere e biciclette.

Un rilancio del servizio di Bike sharing subordinato la mecenatismo degli spazi pubblicitari, come del resto il restauro di palazzi e monumenti, per il quale il consigliere della commissione capitolina Trasparenza Massimiliano Valeriani ha chiesto il ritiro della delibera e il blocco della pubblicazione del bando di affidamento della gestione, perché implicherebbe un aumento di spazi pubblicitari incompatibile con le limitazioni previste per un futuro piano regolatore delle affissioni pubblicitarie. Se fosse scritto su un cartellone giocherebbe con uno slogan del genere: No Cartelli No Party!

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