Sciopero generale contro la Stabilità: 5 dicembre 2014

Venerdì 5 dicembre 2014 scelto da Cgil come giorno dello sciopero generale contro la Stabilità con manifestazioni territoriali, a ridosso della festa dell'immacolata, a rischio di impopolarità e forconi.

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Con un clima generale a dir poco sconfortante, la protesta che infuria in ogni categoria di lavoratori e chi il lavoro lo vorrebbe tanto avere, risparmiando raramente Roma come arena di scontri, cortei e manifestazioni, la decisione del sindacato Cgil di indire lo sciopero generale contro la legge di Stabilità e il Jobs Act per il prossimo 5 dicembre, non fa che buttare un cerino su un fuoco che non ha mai smesso di ardere.


La proposta di otto ore di sciopero generale con manifestazioni territoriali, arrivata dal segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, durante il direttivo svolto a Roma, facendo appello ad una mobilitazione unitaria con CISL e UIL, non ha tardato ha sollevare riflessioni, polemiche e la dura reazione dai vertici del Pd, sulla scelta della data, ovvero un venerdì, seguito da sabato, domenica e lunedì 8 dicembre, festa dell'Immacolata e lungo lungo ponte per parecchi.

"La proposta che facciamo al direttivo parte dalla valutazione della grande mobilitazione del 25 ottobre, da quella dell'8 novembre delle categorie pubbliche, dalla richiesta venuta da quella piazza, dalla volontà che abbiamo di salvaguardare tutti i punti di iniziative unitarie, a partire dalla decisione di sciopero verso cui vanno le categorie del pubblico, sia dell'istruzione sia della pubblica amministrazione. La proposta e anche l'appello che facciamo a Cisl e Uil è di convergere tutti alla data del 5 dicembre" - Susanna Camusso

The general-secretary of the General Con

Una giornata di sciopero generale a ridosso di una festa nazionale che rischia di fermare il lavoro per quattro giorni consecutivi, senza contare il costo del corteo per una capitale come Roma, con un calendario di manifestazioni e scioperi sempre sold out, e quello del Coordinamento 9 dicembre (del 2013) che paventa tristi anniversari e ritorni di Forconi & Co in quel giorno.

Una data che dopo il 24 ottobre, coincide con lo sciopero unitario del settore scuola di CgilCislUil e la precisa intenzione del sindacato Ggil di "dagli rilievo", proseguendo la protesta espressa dai lavoratori pubblici con la manifestazione di sabato scorso a Roma, mentre la folla si divide tra chi è pro, contro, perplesso o disinteressato, aspettando lo sciopero di domani.

Una decisione impopolare per parecchi, e tra i molti che ricorrono all'ironia, arrivando a ribattezzarlo lo "sciopero dell'Immacolata", neanche i vertici del Pd fanno mistero della loro opinione, a partire dai cinguettii social condivisi dal membro della segreteria del Pd, Ernesto Carbone


Contro l'ironia che offende i lavoratori e il loro diritto a scioperare, si schiera Rosy Bindi che trova

"triste che nel mio partito ci sia chi, pur di delegittimare il sindacato, attacca il diritto di sciopero previsto dalla Costituzione. Almeno nel nostro partito si dovrebbe sempre ricordare che lo sciopero è una scelta che il lavoratore paga con una giornata di salario e per questo merita il rispetto e non il dileggio."

Di opinione analoga anche il leader Sel, Nichi Vendola

"Vorrei dire a Palazzo Chigi che lo schianto del sindacato significa che dal giorno dopo gli interlocutori sono i Forconi. Noi siamo la sinistra che guarda con rispetto il sindacato e che quindi dà il benvenuto allo sciopero generale della Cgil."

Lo "sciopero ponte" è un'idea senza fondamento anche per il leader Fiom, Maurizio Landini

"La cosa mi fa solo ridere. Basta guardare le piazze, sono strapiene. Senza considerare che uno sciopero costa molto ad un lavoratore. E' una vera sciocchezza dire questo".

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