06blog 6 tu: a via Ponzone i cittadini chiedono illuminazione pubblica

Una via senza luce pubblica. L'appello dei cittadini in una lettera.

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Ci scrive ancora una volta Maria Rosaria, che già segnalò il dramma del suo quartiere abbandonato nel fango.


Questa volta l'appello è relativo all'assenza di illuminazione pubblica. I cittadini chiedono solo di avere un po' di luce in una area già di scarsa sorveglianza da parte delle forze dell'ordine.

Ecco la lettera:

In principio le tenebre ricoprivano l'abisso e Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu! Peccato però che il monito non ha riguardato via Ponzone, nel quartiere Casal Selce di Roma che, da anni, patisce le pene dell'oscurità e, nonostante la presenza di numerose palazzine costruite nel 2003, è ancora senza  illuminazione pubblica. Ma il 2014 dopo Cristo sarà scoccato in questa zona periferica di Roma?

O dobbiamo continuare a protestare per delle inefficienze gravissime in un momento in cui si parla tanto di sicurezza urbana e di opere in grado di favorirla !? Parlo a nome mio e di tutti gli abitanti del condominio 'I Casali' di via Ponzone, che si sentono ancora una volta abbandonati dalle istituzioni locali e relegati ai margini di diritti inviolabili che, credo, debbano essere riconosciuti a tutti. Una zona, per chi avesse memoria corta, già fortemente colpita dagli eventi alluvionali dello scorso gennaio che hanno messo in ginocchio famiglie e attività commerciali.

Non solo. Parliamo di una delle aree cittadine con minor sorveglianza da parte delle forze dell'ordine. E lo testimoniano i numerosi atti vandalici ai danni delle autovetture dei residenti parcheggiate nei pressi delle proprie abitazioni, appunto, a via Ponzone, e dei molteplici furti avvenuti sia nelle stesse case che in alcuni esercizi commerciali adiacenti, anche nei giorni scorsi. Una situazione ben nota agli uffici tecnici del comune di Roma che, ad oggi, scaricano responsabilità sulla ditta che ‘illo tempore’ costruì le palazzine e che, secondo l’amministrazione, avrebbe dovuto occuparsi dell'illuminazione di una strada che è a tutti gli effetti pubblica e non privata. Oserei dire … il solito, nauseante e vergognoso rimpallo di competenze e responsabilità.

E già. A chi importa di tutti quei genitori preoccupati per i propri figli che devono rincasare la sera col buio pesto in una stagione invernale dove le ore di oscurità sono sempre più lunghe! Beh certo, a contenere la situazione ci ha pensato il condominio, costretto a caricarsi di spese ulteriori (non bastassero quelle per la ricostruzione degli spazi comuni condominiali, devastati dall'alluvione ed ovviamente a carico dei condomini..) per garantire fonti di luce interne lasciate accese tutta la notte proprio per assicurare un barlume di luce, in un clima di si’ tanta indignazione. 

Eppure il Decreto dell’ex Ministro Maroni del 5 agosto 2008, riguardante “l’Incolumità Pubblica e la Sicurezza Urbana” è abbastanza chiaro e sottolinea l'importanza dell'integrità fisica della popolazione e della sicurezza urbana considerata “un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nel pieno rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale”.

Inoltre lo stesso Decreto fa luce su quelli che dovrebbero essere i compiti del sindaco che ha il dovere di intervenire per contrastare "situazioni di isolamento che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi ". 
Non ci resta che girare le segnalazioni degli avviliti ed ormai stanchi abitanti di via Ponzone al sindaco Marino con una denuncia pacata ed interlocutoria. Che speriamo, questa volta, non ammetta silenzi e ancor meno risposte vaghe. 

Maria Rosaria Cozza
e i condomini di via Ponzone

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