Una fiaccolata in ricordo di Stefano Cucchi: migliaia di luci per chiedere giustizia

E’ uno dei casi di cronaca più dolorosi e irrisolti del nostro Paese, ma in tanti vogliono sapere come è morto il giovane geometra romano

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Piazza Indipendenza è illuminata da tante piccole luci, come un grande presepe dove però il lieto fine non esiste. Quello che chiedono a gran voce la sorella Ilaria, la famiglia e i tanti cittadini presenti è che emerga la verità su come sia realmente morto Stefano Cucchi. Le ferite, i segni evidenti di denutrizione, il volto tumefatto da presunte percosse: è davvero possibile che tutti siano stati assolti in una vicenda che ha ancora i contorni poco chiari?


In tanti vogliono che non si chiuda il sipario su una fine silenziosa che, però, sa ancora far rumore e questo lo conferma anche Ilaria Cucchi la quale ribadisce la sua volontà di non fermarsi mai fino a quando per Stefano potrà almeno avere la certezza che riposi in pace. Per ora le resta la consolazione di non essere sola in una battaglia in cui in troppi si sentono solidali, anche perché purtroppo non è l’unico caso da chiarire in una Italia che pare fare acqua da tutte le parti.


L’evento ancora in corso si intitola ‘Mille candele per Stefano Cucchi, accendiamo la verità’ e la scelta di sfilare davanti al Consiglio superiore della magistratura (Csm) non è certamente un caso. A promuoverlo la famiglia e l’Associazione contro gli abusi in divisa (Acad) Onlus.

Fabio Anselmo, il legale che difende i Cucchi ha detto: “Gli imputati hanno diritto di essere difesi, però noi attendiamo delle risposte e siamo stanchi di fare un processo contro tutti. Il processo è complicato ma la verità è semplice, dopo il suo arresto Stefano è stato vittima di un pestaggio feroce. Stefano è morto di dolore e di quelle lesioni. Auspichiamo che si possa fare un processo non più storto ma dritto”.

Una fiaccolata i cui partecipanti sono mossi da un sentimento comune: la solidarietà e la certezza che quello che è accaduto a Stefano rischia di non essere un caso isolato e seppur in differenti circostanze, il rischio concreto è che si spengano le luci su tutte quelle persone che sono rimaste da sole nel luogo sbagliato e al momento sbagliato. Ecco che con mille piccole fiaccole, un grido silenzioso comunica con forza che se ci sono dei colpevoli impuniti in questa storia, un giorno saranno fatti i loro nomi.

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