Da Cucchi a Raciti: a Roma è la guerra della toponomastica

La Giunta ha deciso d’intitolare una strada o una piazza a Stefano Cucchi, è polemica

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Dopo l’assoluzione in appello di tutti gli imputati al processo per la morte di Stefano Cucchi, ha fatto molto discutere la decisione presa giovedì scorso dall’Aula Giulio Cesare – proposta da Sel ma approvata all’unanimità – di intitolare una strada o una piazza di Roma a questo suo sfortunato cittadino morto il 22 ottobre 2009 a soli 31 anni.

Per una volta, almeno, appaiono d’accordo sia il sindaco Marino, che già da presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale si era occupato del caso, sia l’ex primo cittadino Gianni Alemanno, che ha immediatamente provveduto a esprimere la propria solidarietà alla famiglia dopo la sentenza. La famiglia Cucchi, tra l’altro, ha fatto sapere di apprezzare il gesto dell’assemblea capitolina e ha sottoposto al Campidoglio un progetto per la cessione al Comune di un casale di loro proprietà dove vorrebbero sorgesse un centro di recupero per tossicodipendenti.

La decisione, come dicevamo, ha però suscitato diverse polemiche: primo a sollevarsi il sindacato di polizia Sap che oltre ad augurarsi il dietrofront del Comune, ha chiesto una valutazione positiva ‘toponomasticamente parlando’ per “eroi come Raciti”.

Lunga, in effetti è la lista degli esclusi illustri dalla toponomastica romana per motivi non sempre di convenienza: ultima solo in ordine cronologico, Oriana Fallaci, la giornalista che nei suoi articoli e nei suoi libri ha più volte messo in guardia dal tentativo di islamizzazione dell’Occidente. La proposta di ricordarla a Roma dedicandole una strada, è stata bocciata da Sel proprio il mese scorso.

Anche a Rita Levi Montalcini, si è parlato più volte di intitolare una via o una piazza di Roma, anzi, se ne parlò più concretamente l’anno scorso, all’inaugurazione del ponte della Scienza che unisce l’Ostiense alla Garbatella, che però, poi, è rimasto con questo nome. Oggi al premio Nobel per la Medicina è dedicato l’istituto per la cura dell’Alzheimer e delle malattie neurodegenerative che ha sede nell’ex struttura del Regina Elena.

Tra una litigata e l’altra a colpi di personaggi illustri, intanto, il Comune nella primavera scorsa annunciava l’avvento di una app che potesse raccontare il profilo e le gesta di ogni targa dedicatoria presente in città, perché sapere chi sono e cosa hanno fatto alcuni personaggi è un po’ come narrare la storia di una piccola, ma importante parte della città.

Foto | Massimiliano Calamelli

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