Gita fuori porta: cornuti del Lazio in festa!


L’11 novembre, cioè oggi, è la festa di San Martino, ma chi è meno credente e più profano si ritroverà, suo malgrado a festeggiare… i cornuti! In realtà, come spesso accade quando si parla di tradizioni che affondano le loro radici nella proverbiale notte dei tempi, cattolicesimo e paganesimo si mescolano per questa occasione folkloristica che molti paesi fanno slittare alla domenica più vicina.

Brevemente ricordiamo che San Martino era vescovo di Tours, ma la sua storia ve l’abbiamo già raccontata qui. Il legame con le corna potrebbe risalire al fatto che nei giorni in cui ricorreva la sua memoria liturgica, i paesi festeggiavano il bestiame, cioè, per così dire, i cornuti a quattro zampe. Secondo un’altra teoria, invece, a novembre si svolgeva un tipo di festa sguaiata e lasciva (tipo il Carnevale originale) durante la quale venivano consumati la maggior parte degli adulteri. Tra l’altro, pare che i mariti cornuti fossero oggetto di scherno e di una vera e propria giostra in cui, travestiti da cervi, erano esposti al pubblico ludibrio.

Oggi la festa è assai più rilassata e goliardica e molto sentita in tutta la nostra regione: la più famosa è forse quella di Rocca Canterano, vicino Roma, dove si celebra insieme anche la sagra della Rola, ossia la castagna locale. Qui per tutto il fine settimana si fanno sfilare i simboli dell’amore e dei tradimenti coniugali, si ballano in maschera e in costume le danze popolari tradizionali e si degustano panini con la salsiccia, fagioli con le cotiche, caldarroste e buon vino. All’interno delle cantine del paese, inoltre, sarà allestita una mostra sui riti, gli usi e costumi antichi del posto.

Qui, a onor del vero, nel mese di settembre si celebra una festa diametralmente opposta: quella dell’Amore e della Pace, che ricorda lo storico rapimento delle donne. Durante i lavori per la costruzione della fortezza, infatti, gli uomini iniziarono a sentire talmente tanto la mancanza del gentil sesso, che si dovette organizzare un ratto di femmine dai vicini abitati di Canterano e Cerreto.

In seguito, per sedare la faida venutasi a creare, fu organizzata questa festa in cui venivano invitate a banchetto anche le famiglie delle rapite. Il pranzo, pubblico, era gestito da un ciambellano che fungeva da maestro di cerimonie e scandiva i tempi delle portate da servire: su tutte primeggiavano i prelibati tagliolini, poi chiamati ‘cecamariti’. Questa festa ancora si fa al giorno d’oggi, ma i banchetti pubblici sono stati sostituiti da sontuosi rinfreschi offerti da privati.

Anche in provincia di Latina, a Roccagorga, i cornuti festeggiano sfilando per le vie del paese con le loro corna finte (che simboleggiano quelle vere, ahiloro) a mo’ di diavolo, o somiglianti a quelle di tori, caproni, cervi e perfino alci, aspettando con ansia l’elezione del Cornuto dell’anno e sperando di vincerla.

Nel territorio di Frosinone, infine, quest’anno si festeggia anche a Ferentino, ma la manifestazione tradizionale ha luogo a Vallerotonda, che richiama i cornuti ciociari di ogni età che vengono portati in trionfo insieme con i loro animali, ma anche presi in giro con frizzi e lazzi amichevoli. All’ora di pranzo, infine, si serve la zuppa ‘rappacornuti’ (calma cornuti) che ha la caratteristica di mantenersi calda talmente a lungo da lasciare alle donne parecchio tempo libero…

Foto | Flickr

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