Ostia, appalti e concessioni: arresti sul litorale romano

Le forze dell'ordine rivelano un "sistema" che pilotava appalti e concessioni: coinvolti imprenditori, pubblici ufficiali e malavitosi.

17.57 - La Questura di Roma, nel pomeriggio di oggi, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video (ben fatto) che mostra le immagini degli arrestati nel blitz di questa mattina ad Ostia:

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Immagini che non mostrano granchè se non gli arrestati. Sono 9 le persone arrestate, accusate di abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, concussione e corruzione, oltre a una lunga serie di reati finanziari.

Al centro della vicenda l'affidamento di uno stabilimento molto noto ad Ostia, l'Orsa Maggiore: per molto tempo del Cral delle Poste e poi affidato in men che non si dica ad una azienda costituita ad arte, con l'aggravante del metodo mafioso.

E' un vero e proprio "sistema" mafioso quello descritto dagli inquirenti nella conferenza stampa di oggi: tra gli arrestati ci sono Aldo Papalini, 66 anni, già direttore dell'ufficio tecnico e dell'unità operativa ambiente del XIII Municipio, Armando Spada, 47 anni, ritenuto punto di riferimento del clan e chiamato "capo mafia" in alcune intercettazioni telefoniche, e persino Cosimo Appeso, 49 anni, luogotenente della Marina militare.

"La vicenda è emblematica poiché si inserisce in un ampio contesto che vede il territorio lidense oggetto di appetiti criminali da parte delle locali consorterie mafiose dedite specialmente"

è stato spiegato in conferenza stampa. Una vera e propria "Cosa Nostra Beach", come stigmatizzato dall'associazione Libera.

Ostia, appalti e concessioni: arresti sul litorale romano

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Maxi retata e molti arresti nella notte del litorale romano di Ostia: nell'ambito di un'operazione congiunta eseguita da Carabinieri e Guardia Costiera è emerso il sodalizio tra alcuni esponenti della criminalità locale, imprenditori e pubblici ufficiali, i quali avrebbero messo in piedi un vero e proprio "sistema criminale" per pilotare gli appalti e le concessioni di stabilimenti balneari nel tratto di costa del litorale romano.

Un tratto di costa che, non è un mistero (grazie ai Radicali Roma che da anni ne hanno fatto una battaglia principe per il ripristino della legalità sul litorale), è completamente abusivo nelle strutture ricettive e nell'arroganza di molti concessionari. L'operazione di Carabinieri e Guardia Costiera, scattata all'alba di oggi e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia contro la corruzione negli appalti pubblici, rappresenta un ulteriore colpo al complesso e dilagante sistema corruttivo che, attraverso l’azione di funzionari pubblici locali, le minacce e le intimidazioni dei malavitosi di Ostia e l’interesse degli imprenditori locali mirava a pilotare appalti relativi alla gestione di servizi di pubblico interesse, come le ricche concessioni demaniali degli stabilimenti balneari.

Che a Ostia l'abusivismo edilizio dilaghi è oramai un fatto conclamato: il "lungomuro" che percorre praticamente l'intero litorale, impedendo a tutti i cittadini e ai turisti anche solo di vedere il mare (cosa assurda in una città di mare), è solo la cartina tornasole, la punta dell'iceberg sulla quale è issata la bandiera dell'illegalità: la scelta delle autorità pubbliche operata negli ultimi anni, e cioè di permettere il dilagare di un vero e proprio scempio della legalità lungo tutto il litorale, che è preda spesso di una vera e propria guerra tra bande per il controllo del territorio e delle concessioni. Lo dimostrano gli incendi (in media un paio all'anno) che vedono coinvolti gli stabilimenti che, a inizio stagione, si trovano al centro di questa guerra malavitosa.

Questa mattina alle undici, in procura, il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, Michele Prestipino, spiegherà l’operazione.

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