ATAC ferma ai box: pignorati 77 milioni di euro. A rischio la mobiltà

Per il Campidoglio il pignoramento mette a rischio l'operatività del servizio di trasporto pubblico

Aggiornamento 4 novembre, ore 15.04 - Continuano ad imperversare le polemiche sul maxi-pignoramento ai danni di Atac Roma, riconosciuto a Roma Tpl dal Tribunale di Roma.

Il rischio che i mezzi pubblici romani possano fermarsi per totale mancanza di fondi è, lo dice il sindaco in una dichiarazione stampa, un rischio concreto che va scongiurato: i milleseicento mezzi pubblici in servizio nella capitale presto potrebbero essere costretti a fermarsi per mancanza di carburante e la debacle per l'immagine (e la mobilità) romana potrebbe essere totale.

Ieri infatti alcuni dei maggiori fornitori della società hanno comunicato ufficialmente la loro indisponibilità a proseguire l'approvvigionamento in mancanza di garanzie certe: garanzie che fino al 15 novembre, giorno della prima udienza, il Comune e l'Atac non sono in grado di fornire (e chissà poi se lo saranno, dipende tutto da come andrà la causa con Roma Tpl).

Il primo aspetto critico è quello del gasolio: le riserve infatti, secondo quanto scrive Repubblica Roma, potrebbero esaurirsi molto presto:

"C'è un rischio concreto ed è per questo che stiamo mettendo in atto tutti gli strumenti possibili per evitarlo."

ha detto oggi Ignazio Marino, che ha anche garantito l'impegno del Comune di Roma per coprire le garanzie inesistenti di Atac: con un piano straordinario fino al 25 novembre (che potrebbe essere approvato già oggi o domani) il Campidoglio vorrebbe sostituirsi ad Atac sul piano finanziario. Una questione che potrebbe risolversi in un "paio di giorni" dicono da via Prenestina, ma che vista la lottizzazione totale acclarata in Campidoglio e le lotte intestine alla maggioranza che (non) sostiene il sindaco, il rischio rimane fino a quando non ci sarà qualcosa di scritto nero su bianco.

Romani e turisti aspettano trepidanti buone nuove dal Comune.

ATAC ferma ai box: pignorati 77 milioni di euro

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Se è vero che "piove sempre sul bagnato" a Roma si può tranquillamente ampliare il concetto a qualcosa più simile a "diluvia sempre sull'allagato": nei giorni scorsi è stato notificato all'ATAC, la municipalizzata dei trasporti, un atto di pignoramento per 77 milioni di euro, relativamente a un vecchio contenzioso con Roma Tpl, il Consorzio che gestisce in appalto le linee periferiche di superficie.

La prima udienza si terrà il 15 novembre e, fino a quella data, i conti correnti dell'azienda saranno congelati: un problema non da poco perchè, come scrive Il Tempo, da qui a metà novembre ci saranno da pagare i fornitori, gli stipendi e sopratutto il carburante.

Il contenzioso tra ATAC e Roma Tpl è relativo al quadriennio 2006-2010: si tratta dunque di un'eredità del tragico passato, un'eredità tra l'altro costituita da lodi arbitrali opachi e "illegittimi", scrive Repubblica Roma, ricorsi e controricorsi, di cui verrà informata anche la procura della Repubblica, almeno stando a quanto dichiarato ieri dalla stessa Atac.

Fatto sta che il rischio di dover tenere gli autobus in garage è imminente:

"ATAC resiste in giudizio in quanto il lodo arbitrale è stato pronunciato nel 2009 da arbitri che ritiene privi di potere e non legittimati a giudicare la controversia. [...] L'esecutività di tale atto mette a rischio la continuità aziendale di Atac e di conseguenza la mobilità pubblica nella Capitale, nonostante l'azienda abbia proposto opposizione al precetto."

scrive il Campidoglio in una nota. Il contenzioso tra ATAC E Roma Tpl fu avviato dietro richiesta dalla Tevere Tpl (vecchio nome di Roma Tpl) sul bando da 400 milioni per gli anni 2005-2008, poi prorogato fino a tutto il 2009: quel contenzioso si risolse con la decisione dei tre arbitri, gli avvocati Stefano Vinti (privati) e Federico Tedeschini (Comune di Roma) e il presidente Vincenzo Nunziata che all’epoca era capo di gabinetto del ministro Gelmini, che diedero ragione a Tevere Tpl: 31,7 milioni per l’adeguamento dei prezzi del bando, altri 85 per la proroga del 2009. Nonostante il ricorso di ATAC il Comune di Roma decise di transare con 65 milioni, transazione bloccata dall'assessore Aurigemma (fresco di nomina) dietro parere positivo dell'avvocatura del Comune, che disconobbe il lodo dichiarandolo inammissibile.

In questo tira e molla molto poco sensato a farne le spese è unicamente ATAC, dato che il contenzioso nel frattempo levita a 96 milioni di euro: a gennaio 2014 la sentenza di condanna della Corte d’Appello che bacchetta l'avvocatura del Comune, parla di "negligenza" e si chiede come mai Comune, ATAC e Roma Tpl non si siano attavolati per chiarire e risolvere pacificamente il contenzioso nel merito.

Tavolo che è aperto, si, ma solo da poco tempo: il rischio è che da qui al 15 novembre i dipendenti ATAC possano mobilitarsi o che comunque il servizio risenta sensibilmente
dell'inevitabile tamponamento, fino all'agognato sblocco dei conti correnti.

Staremo a vedere.

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