San Giovanni, strage familiare: una donna marocchina ferisce il marito, uccide i figli e si suicida

Due dei tre figli, di 3 e 9 anni, sono morti subito, una terza, di 5 anni, è ricoverata in ospedale.

viacarlofeliceroma

Ultimo aggiornamento (ore 20:00)

Dopo poche ore dal ritrovamento dei tre cadaveri e di una bimba in fin di vita nell'appartamento al quarto piano di via Carlo Felice 69, gli inquirenti sono riusciti a chiarire la dinamica della strage che pare ormai certo sia stata provocata da Khadija El Fatkhani, 42enne marocchina, casalinga, che da 10 anni viveva nello stabile occupato nel quartiere San Giovanni.

La donna domenica 26 ottobre ha litigato con il marito, Idris Jeddou, anch'egli 42enne, che lavora nel settore dei trasporti. Durante la lite Khadija ha ferito Idris con un grosso coltello all'addome e lui è andato a farsi medicare al vicino ospedale San Giovanni, dove è rimasto anche la notte.

Nel frattempo la moglie ha sfogato la sua rabbia sui tre figli: due, uno di 3 e l'altro di 9 anni, sono morti, un'altra, una bimba di 5 anni, invece, è stata trovata ancora viva dalla polizia che è arrivata nello stabile lunedì 27 ottobre intorno alle 14:30. A lanciare l'allarme pare sia stato un amico di famiglia che è stato chiamato da Idris che dall'ospedale non riusciva a mettersi in contatto con la moglie.

Khadija ha ucciso di due figli e ferito gravemente la terza (credendo di aver ucciso anche lei) con lo stesso coltello con cui ha ferito il marito, poi ha tentato di suicidarsi impiccandosi in bagno, ma non ci è riuscita perché il filo di ferro che ha usato ha ceduto, allora si è suicidata con lo stesso coltello usato per massacrare la famiglia.

Aggiornamento (ore 18:00)

Gli investigatori tornano sui loro passi. La donna era nella vasca da bagno con un taglio alla gola ed una cinta al collo, i corpi dei piccoli hanno ferite di arma da taglio: è probabile che siano stati colpiti più volte con un coltello.

Si parla di nuovo della 'tragedia familiare'. Nella serata di ieri la donna avrebbe accoltellato il marito all'addome. L'uomo poi sarebbe uscito per recarsi in ospedale riferendo di essere stato vittima di un tentativo di rapina vicino casa.

La donna avrebbe proseguito la folle violenza sui figli per poi togliersi la vita. Il medico legale ha accertato che la madre sia morta nella vasca da bagno con una cinta al collo ed una profonda ferita alla gola.

Fra i commenti dei vicini sulla famiglia, leggiamo quelli dell'elettrauto siriano che ha l'officina sull'altro lato del palazzo.

"Brava gente, tranquilla, ancora non ci credo a quello che è successo. Idris, il marito, veniva qui a far fare piccole riparazioni alla macchina, una Ford Mondeo. I bambini passavano con la madre e a volte si facevano gonfiare le gomme delle biciclette. Lui lo vedevo con una tuta da lavoro, credo consegnasse e montasse mobili per 'Mondo Convenienza'. Usciva presto, tra le 6 e le 7 di mattina. E' da tanto tempo qui, forse ha pure la nazionalità italiana. Non so se avessero problemi. Non erano molto religiosi, sono moderni, come noi".

Ma colpiscono non poche le parole di un altro vicino:

"Lei ultimamente era cambiata. Aveva anche ricominciato a portare il velo".

Aggiornamento (ore 16:30)

E' stato rintracciato il padre dei piccoli che da ieri era ricoverato al San Giovanni con una ferita da arma da taglio all'addome. Agli inquirenti avrebbe raccontato di essere stato colpito ieri sera. La sua versione è al momento al vaglio della squadra mobile. Crea non poca confusione sui fatti.

Sarebbe stato proprio l'uomo, infatti, a portare gli investigatori nell'appartamento in via Carlo Felice, stabile occupato da alcune famiglie di immigrati. Subito dopo essere stato curato in ospedale avrebbe raccontato alla polizia che era stato aggredito sotto casa da uno sconosciuto, fuggito poi dopo averlo accoltellato.

Quindi avrebbe chiesto proprio lui informazioni sulla moglie ed i figli, portando gli agenti in casa che hanno trovato i corpi massacrati. Quindi la versione della chiamata al 118 verso le 13.50 sarebbe priva di fondamento? Tra l'altro sembre che a fare la macabra scoperta sia stato un vicino che ha trovato la porta dell'appartamento aperta. Un giallo nell'orrore della storia.

I primi riscontri (ore 15:30)

Si sa ancora poco, quanto basta però a sconvolgere una intera città. Perché l’orrore che si è consumato a San Giovanni, lascia tutti senza parole. Una donna è stata trovata sgozzata nel bagno di casa, mentre i suoi 2 figli erano già morti (di nove e tre anni).

Ci sarebbe una terza bambina di appena 5 anni in gravissime condizioni che lotta tra la vita e la morte. In un primo momento si pensava che lei si fosse accanita contro la prole, ora però emergono nuovi particolari. Avrebbe anzi cercato di difenderli fino all’ultimo, ma si attendono nuovi sviluppi dell'indagine in corso.

La donna di 42 anni era nella vasca con la gola tagliata, mentre due bambini si trovavano in un'altra stanza. L’ultima respirava ancora. Potrebbero essere stati inseguiti e in un tentativo disperato di salvarsi si sarebbero separati, per poi finire comunque sotto i fendenti di una mannaia o di un grosso coltello. La scena è raccapricciante e in via Carlo Felice 69, dove è avvenuta la tragedia gli agenti stanno ancora raccogliendo indizi.

Le vittime sono tutte di nazionalità marocchina. I bambini hanno ferite di arma da taglio sul corpo. Sul luogo della strage da film horror è arrivata la scientifica mentre il magistrato che si sta occupando del caso è Francesco Minisci della procura di Roma.

Il palazzo è occupato da circa dieci anni da famiglie di immigrati. Al piano terra dell’edificio, la cui facciata è coperta per metà da una impalcatura ai primi piani, si affacciano i locali del centro sociale occupato Sans Papiers. La famiglia massacrata viveva al quarto piano.

Le prime ipotesi della polizia di un possibile omicidio/suicidio sono state accantonate. Il medico legale ha infatti parlato di «efferato pluriomicidio». Gli investigatori stanno quindi ascoltando i vicini di casa e cercando di rintracciare il padre delle vittime.

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