Never a Joy: due chiacchiere con i curatori della pagina più divertente di facebook

Abbiamo intervistato gli ideatori e i curatori della pagina più simpatica di facebook: "Never a Joy, detti romaneschi per anglofoni.

never a joy


Sono "nati" circa un anno fa. Fanno veramente ridere. Roma e l'inglese, anzi, l'inglese e il romanesco. Che è molto più di un dialetto (anzi lo è poco, in fatto di parole), è una filosofia di vita.


Così queste "Perle di saggezza romanesca destinate ad un pubblico anglofono" diventano una vera miniera da esportare nel mondo. E noi abbiamo deciso di parlare con loro, Guglielmo e Roberto, i creatori della pagina.

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Ciao! Come e quando è nata la pagina?

La pagina è nata quasi per gioco a Dicembre 2013, quando ci trovavamo tutti in Italia per le vacanze natalizie. Scherzavamo sul fatto che spesso, nella nostra vita quotidiana all’estero, sarebbe stato divertente tradurre alcune tra le più note espressioni romane in inglese, per esprimere concetti altrimenti intraducibili.

L’ironia tutta romanesca dietro ad espressioni come “Will to work, jump on me” (Voja de lavorà, sartiame addosso) o “Kill, what a Jane” (Ammazza, che Gianna) ci sembrava molto divertente in contesti più “formali” nei quali si utilizza l’inglese come lingua di comunicazione. Abbiamo quindi deciso di condividere questa nostra idea su Facebook e “Never a Joy” (Mai ‘na gioia) rappresentava completamente questo concetto, da lì la scelta del nome.

Raccontateci di voi

Il “team” di Never a Joy è formato da due loschi personaggi con storie molto diverse. Guglielmo è dottorando al DAMS, si occupa di social media e comunicazione. Cura soprattutto i “contenuti” della pagina, pubblicando molte delle frasi proposte.

Roberto vive invece all’estero da 5 anni, a cavallo tra Spagna, Germania e Slovacchia. Da lui nasce l’idea della pagina e al momento cura soprattutto la gestione della community, gli strumenti di diffusione della pagina e la produzione di maglie/gadgets.

Quando avete “sbancato"?

Senza dubbio i primi mesi, fino a Marzo 2014, l’effetto virale della condivisione dei post provocava un notevole aumento del numero dei fan, likes e condivisioni completamente inaspettato. Tra Marzo e Aprile poi, per utilizzare un’espressione in linea con la nostra pagina, “we made the crash” (“ ‘amo fatto er botto”), raggiungendo molto velocemente circa 30.000 fan. Alla base di questo successo alcune frasi particolarmente “azzeccate” e qualche menzione in giro per il web.

Vi aspettavate un tale successo?

Assolutamente no :). Eravamo sicuramente intrigati dal possibile effetto di un’idea del genere su un social networks come Facebook, patria della condivisione di questo genere di materiale, ma non pensavamo di raggiungere queste cifre. Ovviamente in questo gioca un ruolo fondamentale la community, che con i suggerimenti che ci invia ogni giorno, ci permette di proporre sempre nuove espressioni.

Come sta andando?

Diciamo che stiamo attraversando un periodo molto “felice”; abbiamo recentemente ricevuto consigli molto interessanti per nuove frasi e questo ha portato, nonostante la pagina abbia già quasi un anno di vita, un numero di likes e condivisioni notevole. Inoltre ci siamo resi conti che il nostro “pubblico” si sta allargando a tutta Italia. Riceviamo messaggi dalla Toscana, dalla Campania e da altre regioni italiane, di fan che ci propongono di pubblicare detti ed espressioni tipiche di altre zone d’Italia. Prossimo obiettivo: 70.000 fan entro la fine dell’anno.

Chi vi scrive suggerimenti e quali sono le regole?

I suggerimenti ci arrivano da tantissimi frequentatori della pagina, che ci scrivono per messaggio privato in modo da lasciare l'effetto-sorpresa per gli altri fan. Approfittiamo per ringraziarli, perché è grazie a loro se la pagina continua ad andare avanti a ritmo sostenuto dopo quasi un anno online.

Come mai le magliette?

La nostra è una pagina con una grafica molto semplice ma anche riconoscibile e con un tipo di umorismo immediato, rapido: tutte caratteristiche che ci sembravano buone per essere trasferite su una t-shirt. Alcune frasi, poi, come "I stay a cream" ("sto 'na crema") o "Will to work, jump on me" ("voja de lavorà, sartame addosso") si prestano molto per esprimere uno stato d'animo in modo divertente.

Avete altri progetti? Sito esterno...Profili social alternativi?

Stiamo valutando l'idea di approfittare in futuro del grande successo di Never a Joy per promuovere qualcos'altro, magari qualcosa che rispecchi maggiormente i nostri interessi.

Conoscete "TurboZaura" che per anni ci faceva divertire prima dell'avvento social? Forse aveva anche un corso "romano per inglesi"...

No, purtroppo ammettiamo di non conoscerla! Una volta un tipo ci ha pressoché minacciato perché a suo dire avevamo copiato una sua idea, ma il fatto è che nessuno può davvero rivendicare diritti di paternità, nemmeno noi... Quello di tradurre in inglese queste frasi è un gioco che tra i giovani va avanti da decenni! Noi ci siamo limitati a dargli una forma riconoscibile e a farlo approdare su Facebook, e a quanto pare ci è andata bene.

Avete mai usato certe espressioni con gli inglesi (e qualcuno vi ha capito?)

Ci è capitato qualche volta e l’effetto è stato esilarante per noi, meno per gli stranieri che rimanevano un po’ perplessi :). In qualche modo Never a Joy è un corso di romano per inglesi più che di inglese per romani. Innanzitutto perché di inglese "vero" c'è ben poco: usiamo volutamente uno slang maccheronico per aumentare l'effetto comico. E poi perché moltissimi contatti arrivano dall'estero: connazionali emigrati che ci raccontano di come usino spesso le frasi coi loro nuovi amici o di come li abbiano convinti ad iscriversi alla pagina. Naturalmente i commenti degli inglesi sono sempre di grande perplessità di fronte a certe espressioni intraducibili!

Grazie mille ragazzi, "You're 2 bigs!" (Siete du' grandi!). Vi lasciamo con qualche suggerimento personale by @RondoneR:

"It makes a kind" (S'è fatta 'na certa)
"Come under me" (Viemme sotto)​
"What am I telling to do? (Che te lo dico a fa?)
"But are we talking about what?" (Ma di che stamo a parlà?)
"I'm a fable" o "I'm a fairy tale" (sto 'na favola)
"the chatters stay at zero" (le chiacchiere stanno a zero)

Grazie a voi anche dei suggerimenti! Alcune le abbiamo già fatte, naturalmente se usiamo le altre non dimenticheremo la menzione.

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