Roma arDente: L’Antico Arco al Gianicolo


La cosa che colpisce immediatamente, quando si va a cena a L’Antico Arco, è la profonda differenza di atmosfera che c’è tra l’interno e l’esterno. Il primo, infatti, è molto curato e movimentato, ristrutturato di fresco con un bianco abbagliante e ultramoderno che fa un felice contrasto con l’architettura ottocentesca del palazzetto, donando al locale un tocco raffinato ed elegante.

Inoltre i diversi ambienti in cui si articola, alcuni grandi, altre vere e proprie salette appartate, lo rendono la scelta ideale per cene intime o piccoli eventi… peccato quella piccola caduta di stile che è il barboncino impagliato in cima alle scale!

L’esterno, invece, lascia un po’ più a desiderare: non tanto per l’ubicazione sul piazzale Aurelio (ormai mezzo pedonalizzato) alle pendici del Gianicolo con l’affaccio sulla storica Porta San Pancrazio da cui il ristorante prende il nome, quanto per la pressoché totale assenza di parcheggio nelle vicinanze.

La cucina fusion qui é un mix di sapori ben dosati ed elargiti con prodigalità, a partire dal benvenuto, che quella sera in esclusiva per la nostra ricorrenza consisteva in una morbida crema di zucca con ricciola e cumino: stuzzicante quanto basta a solleticare l’appetito.

La cenetta di gala inizia con la scelta degli antipasti: fioccano le capesante abbrustolite con filetti di peperoni e i tortini di cipolla bionda con crema di parmigiano stravecchio, pietanza che ha l’onore della foto di copertina, ma noi optiamo per la coscetta di anatra in salsa al frutto della passione, piatto gustoso, originale e ben calibrato, e per una semplice verdura gratinata (prevista, in realtà, come contorno) che non stupisce il palato.

Tra i primi scelti, molti elogiano il risotto al radicchio candito all’arancia con gorgonzola di malga: ebbene, preferitelo solo se andate pazzi per gli erborinati che ammazzano praticamente tutti gli altri sapori, nonostante la strenua resistenza del radicchio. Si recupera decisamente l’equilibrio, invece, nella zuppa al cucchiaio di ceci di Spello con porcini e molliche croccanti al rosmarino, nelle fettuccine in ragù bianco di faraona e cumino con julienne di verdure, e negli spaghetti alla chitarra con cacio e pepe e fiori di zucca croccanti, anche se chi li ha voluti si aspettava un gusto più tradizionale.

Divertente, inoltre, l’usanza del locale di portare, insieme ai primi, anche assaggini da far ‘girare’ in modo che si possano apprezzare altri sapori e soddisfare tutte le proprie curiosità. Come secondo al mio tavolo da 10 va alla grande il filetto di manzo con purea di patate al tartufo e funghi canterelli con crema leggera al cacio, anche se neppure all’Antico Arci riescono a cogliere la differenza tra una cottura al sangue e una cottura media.

Deludenti gli altri piatti forte: il dentice in lemongrass con insalata di quinoa è giudicato addirittura “terribile” da chi lo ha ordinato a causa di una salsa dal sapore di menta troppo deciso e quasi medicinale, mentre la battuta di carne cruda piemontese abbondava di aglio in maniera eccessiva.

La torta preparata per la ricorrenza speciale era una gradevolissima e leggera spuma di cioccolato con panna e fragoline, preceduta da un singolare intermezzo: un delicato sorbetto allo yogurt in omaggio. Con vini diversi che accompagnano ogni portata il conto, posso immaginare, leviti un po’ in un ristorante che già di suo è di fascia medio-alta.

Prima di lasciarvi, però, la mia onestà intellettuale mi impone di segnalarvi la maleducazione, non saprei come altro definirla, di uno dei camerieri che al mio ‘passare oltre’ sul primo reagisce con una smorfia eloquente e che poco dopo, a una mia spiegazione rivolta a un altro commensale su cosa fosse la quinoa, mi ha corretto in maniera plateale, antipatica e soprattutto sbagliata! Quindi, mio caro cameriere dell’Antico Arco, se vuoi farti una cultura, che non hai, sulla quinoa, leggi qui: almeno la prossima volta non racconterai strafalcioni ai clienti!

L’Antico Arco
Piazzale Aurelio, 7
00152 – Roma
Tel. 06 5815274
www.anticoarco.it

Foto | Flickr

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