Pedonalizzazione Tridente: giusta ma fatta male

La pedonalizzazione quasi totale del Tridente o Tridentino è sicuramente la mossa che ha fatto più infuriare tanti cittadini romani. In realtà era ed è una cosa sacrosanta da fare. Ma si poteva e si può fare molto meglio.

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Le "rivoluzioni" di Ignazio Marino lasciano il segno. Se la battaglia contro gli ambulanti sembra ancora una crociata donchisciottesca e le "nozze gay" una boutade provocatoria, l'ossessione pedonalizzante (così hanno avuto il coraggio di chiamarla), dopo Fori e Tridentino, resta la mossa più innovativa di questa giunta.

In realtà la storia della pedonalizzazione del Tridente mediceo è antichissima. Iniziata anche prima del 2002 quando la delibera numero 725 istituì all’interno della zona a traffico limitato centrale un’ulteriore ZTL (denominata appunto A1) che prevedeva maggiori limitazioni.

Io ricordo bene, frequentando fin da bambino la zona, come ogni anno cambiava qualcosa. Ogni anni si cercava di conquistare centimetri al traffico motorizzato. Non solo è giusto, ma sacrosanto. Roma non dovrebbe vivere così male. Il suo enorme centro dovrebbe essere tutto pedonale. Sul serio.

Ed il futuro ci darà ragione. E' evidente. La reazione scomposta dei romani, unici cittadini al mondo che pretendono di girare dove vogliono con i mezzi a motore, parcheggiando sui marciapiedi, bloccando le uscite pedonali, intasando il cuore della più bella città del mondo, è semplicemente grottesca (notate bene questo accade in tutto il Centro).

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Praticamente s'indignano di non poter arrivare sotto il portone, o davanti al negozio, o anche solo per "passare". Quando facendo 200 metri a piedi cambia zero. Rendiamoci conto. A Londra (con la Tube che ti porta ovunque sia detto) dovrebbero provare a parcheggiare un motorino o una moto fuori dagli appositi parcheggi.


C'è tanta ipocrisia nel cittadino romano. Soprattutto una certa categoria volgare che poi sputa sul Centro perché "caotico". Paradossali. Ignoranti. Ebeti. Arroganti e furiosi nella loro reazione isterica.


Detto questo, esiste tutto il rovescio della medaglia di un progetto che mostra ancora una volta l'incompetenza e l'incapacità di chi gestisce e studia questi necessari cambiamenti.

Innanzi tutto la preparazione adeguata del territorio. Molte delle persone che si lamentano, volendo venire in centro per lavorare impiegano non meno di un'ora contro i 15 minuti del motorino. Aver soppresso diverse linee di autobus fondamentali (problemi inerenti all'Atac che non permettono di essere difesi da questo punto di vista) non è certo stata una grande trovata.

Chiaro che possono "avvicinarsi", ma questo genera una congestione di parcheggi limitrofi. Ed è assurdo pensare che solo il Tridente goda di tanto privilegio, quando zone molto più belle ed importanti storicamente restano vandalizzate dal parcheggio selvaggio.

Ma soprattutto. Più di ogni altra cosa. Come si fa ad elaborare un tale cortocircuito senza organizzare con cura la cosa? Perché i vigili non sanno mai cosa rispondere? Che pesci pigliare? La questione motorini ha prodotto davvero un caos furibondo.

Valzer di cambi di residenza (folle gestione amministrativa sul come fare) e relativi problemi di tasse, comodati d'uso, domicili, contratti di locazione. Un macello. E per che cosa? Per consentire ai "residenti" di raggiungere le proprie abitazioni.

Ma è proprio così si creano i problemi! Nessuno dovrebbe avere diritto. Punto. E del resto, chi ci sa spiegare perché via Ripetta è chiusa all'altezza di piazza del Popolo ma è aperta (vecchio ZTL) nella parallela della Passeggiata di Ripetta?

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Quindi che senso ha? Piazza Augusto Imperatore resta dunque ancora un parcheggione a cielo aperto, anzi peggiorato ora dall'avvento delle due ruote che si piazzano intorno a tutto il Tridentino. Come a viale Trinità dei Monti che resta un'autostrada pericolosissima, senza nemmeno due cunette per far rallentare i mezzi che sfrecciano tra mamme, bambini e cani che attraversano per giungere a scuola (accanto a Villa Medici) o al Pincio, dove saranno comunque arrotati da qualche pedalò o segway.

E via Belsiana quando diventa pedonale? Gli hanno cambiato diciotto volte i sensi di marcia. Ma è sempre "marcia" di traffico. Di carico e scarico a tutti gli orari.


Per fare le cose fatte bene bisognava dotare la zona di un sano sistema di mezzi pubblici. Piccoli e numerosi, possibilmente elettrici (invece di sopprimere le uniche 2 linee di minibus che passavano per poi ripensarci). Vietare l'arrivo di bus e minivan vari per il turistame da sbarco. Regolamentare con fermezza carico e scarico merci impedendo la filosofia furgonara e camionista dell "io sto a lavorà". E fare un potentissimo bikesharing di facile uso (non con gli iban e le caparre per prendere una bicicletta). Poi rastrelliere, alberi, aiuole, tavolini all'aperto con gusto e pulizia. Non a seconda di chi paga il pizzo.

Ah dimenticavo i politici. Quelli con le autoblu e le transenne. Che si rubano piazza del Parlamento per il proprio parcheggio mostruoso. Ecco, lì un bel giardino urbano. E loro a piedi, come tutti gli altri cittadini. O in taxi. Se vogliono spendere. Tanto li paghiamo comunque noi.

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