Intervista con Andrea Gherpelli, il protagonista di "Papà," video spot di Wind

Da un paio di mesi è stato messo on line su youtube lo spot istituzionale Wind dal titolo "Papà". E' stato un grande successo. Un video "virale", per una volta, con sani sentimenti. Abbiamo intervistato il protagonista.

Lo spot grazie alle migliaia di condivisioni che ha ricevuto sui social, rappresenta un ottimo esempio di quello che è definito Existential Marketing.

Il protagonista del video si chiama Andrea Gherpelli, vive a Centocelle, lavora da più di 10 anni come attore e ha preso parte a progetti importanti Rai, Sky, BBC oltre all'attività teatrale. Lo abbiamo intervistato in esclusiva per 06blog.

Ciao Andrea, come stai? Come sta andando lo spot? Si punta al milione di visualizzazioni?

Ciao, sto bene. Mi sento molto soddisfatto dal successo di questo video che contiene un messaggio di cui sono fortunato portatore. Sembra proprio che le persone abbiano bisogno di avere un contatto reale e non soltanto di essere in connessione via wifi. A giudicare dal numero di condivisioni spontanee che questo video sta avendo, lo stanno ampliamente dimostrando.

Raccontaci intanto di te e di come è nato il progetto.

Sono originario di Correggio. Dopo essermi laureato ingegnere a Bologna nel 2000 mi sono trasferito a Roma per studiare recitazione e in questa città bellissima, anche se un pò difficile da abitare, continuo a vivere. Riguardo al progetto, ti posso dire che è nato da un gruppo di pubblicitari geniali e col cuore tenero della agenzia Ogilvy & Mather e da un regista raro come Giuseppe Capotondi.

In questo progetto mi ci sono trovato coinvolto dopo un provino fatto appena prima di partire per una vacanza in Sicilia. Poche ore dopo essere atterrato a Palermo ho ricevuto una telefonata dal mio agente. Sarei dovuto partire da lì a poco per Londra per cominciare le riprese e così proprio a Palermo sono subito cominciati i festeggiamenti per questo provino vinto, che mi avrebbe coinvolto in un lavoro dal peso emotivo davvero inconsueto e per il quale spero di essere stato all'altezza.

Sei già papà? Ti senti più figlio o padre? Come ti sei calato nella parte? Come sono stati scelti i vari protagonisti? Noi abbiamo conosciuto anche Alex Demcenko che fa il papà di te bambino.

Tutti i protagonisti di questo spot sono stati scelti in base alla somiglianza a me che ho interpretato il ruolo principale. Questo fatto mi ha divertito molto perché ho trovato un set pieno di attori tutti somiglianti a me, ma con diverse età. E' stato davvero simile ad una allucinazione vedere un "me" bambino, poi un "me" poco più grande, poi un "me" intorno ai 20 anni, poi ancora un "mio padre" giovane e un "mio padre" adulto.

Questa situazione a dire il vero, è stata anche un occasione per confrontarmi con me stesso e per fare riflessioni importanti sulla strada percorsa in tanti anni. Io non sono ancora padre, sono figlio come lo siamo tutti e verso i miei genitori nutro grande rispetto; sento le difficoltà che superano e che hanno superato per me. Loro mi sono da esempio per il genitore che sarò. Non ho dovuto calarmi nella parte perché il mio desiderio di diventare padre è talmente forte che mi è bastato ascoltarlo.

Secondo te perché ha avuto questo enorme successo?

Come ti dicevo prima, le persone hanno desiderio di stabilire un contatto empatico attraverso i sensi e non soltanto attraverso la connessione senza fili a banda larga o su fibra ottica. Nessuna ricetta segreta, questo spot evidenzia soltanto un vicolo cieco dove la tecnologia rischia di infilarci.

Quanto è importante per un attore lavorare anche sul web?

Moltissimo. La televisione, il cinema e il web si intersecano ma non sempre hanno lo stesso pubblico e per questo spero che il video vada a finire in tv, magari anche in versione ridotta; sono sicuro riscuoterebbe enormi consensi.

Che rapporto hai con i social network e new media?

Molto positivo, li uso come strumento di aggiornamento quotidiano, come sorgente di notizie che poi vado a verificare e anche come metodo di divulgazione delle mie idee. Chatto da quando esisteva la chat IRC, parecchi anni fa. Ora chatto meno e leggo di più.

Che rapporto hai con Roma?

Amore e odio. È una città che amo proprio tanto e che ho voluto scoprire appena terminati gli studi universitari a Bologna. Mi ci sono sempre trovato bene, amo la sua storia ancora presente, la spiritualità che la caratterizza e poi per uno come me che viene dalla piana padana, le ottobrate romane, ad esempio, erano proprio solo un miraggio. Di contro a Roma molte cose si muovono con difficoltà, il traffico sicuramente ma non solo, purtroppo a volte anche le buone idee faticano a trovare la strada e restano imbottigliate.

Cosa non va? E cosa ti piace?

A non andarmi proprio giù sono gli sprechi, il procrastinare e l'atteggiamento "sti cazzi". A piacermi sono molte giornate passate a perdersi nei vicoli del centro tra il ghetto e piazza Navona o le serate con gli amici romani con cui provo sempre a parlare in romanesco con "non buonissimi risultati" ma con grande passione. A piacermi di Roma è soprattutto la storia che porta con se, che posso toccare proprio con la mano e che mi aiuta a ricordare quanti passi avanti ha fatto il genere umano e quanti errori continua, forse irrimediabilmente, a ripetere con insistenza.

Sappiamo dei tuoi nuovi lavori. Spiegaci meglio.

Con piacere. Prossimamente andrà in onda su Rai UNO un film a due puntate dal titolo "Qualunque cosa succeda" di cui sono protagonista insieme ad un cast eccezionale che mi fa piacere citare, tra cui Pierfrancesco Favino, Anita Caprioli, Roberto Herlitzka, Massimo Popolizio.

Racconteremo la storia dell'Avvocato Giorgio Ambrosoli (Favino) e del suo barbaro assassinio avvenuto a Milano mentre insieme al Maresciallo Silvio Novembre (che interpreto) stavano portando avanti le indagini sul fallimento di una banca di proprietà di Sindona (Popolizio). La presentazione del film è avvenuta con grande emozione al Fiction Fest pochi giorni fa, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e del vero Maresciallo Silvio Novembre.

Abbiamo incontrato anche Favino. Uno dei migliori attori italiani in circolazione. Pensi che dipenda anche dalla romanità?

Favino è tra i migliori talenti che abbiamo in Italia e si muove talmente bene tra i dialetti che la sua romanità acquisita non è di certo motivo sufficiente per il suo successo.

Altri progetti futuri?

Squadra Antimafia l'anno prossimo, ritorno a fare il cattivo, ma solo per un pò.

Grazie mille, Andrea, a presto.

gherpelli

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