Mercati di Roma: aperti anche di sera e di domenica

I mercati di Roma si preparano a cambiare orario, restando aperti dalle 7 alle 22, anche nei giorni festivi.

L'assessore alle Attività produttive di Roma Capitale Marta Leonori guarda all'Europa per le oltre 11mila licenze dei venditori ambulanti concesse dai Municipi e appena mappate, preparandosi a firmare un'ordinanza per modificare gli orari di apertura dei mercati rionali.

Una mappa del 11.589 licenze, di cui 9.141 rilasciate dai Municipi ai banchi delle diverse tipologie di mercato romano, 2.448 per i posteggi ambulanti di camion bar, urtisti e caldarrostai che non circolano solo nel centro storico, alle quali si aggiungono le 2.701 licenze relative ai posteggi "itineranti" di arrotini, ombrellai e affini.

Ordinanza che che prevede la possibilità di prolungare l'orario di apertura dei banchi, anche nella fascia pomeridiana e serale, dalle sette del mattino alle dieci di sera, compresi i giorni festivi e le domeniche, purché la per ogni singolo mercato la maggioranza degli operatori si trovi d'accordo.

Un provvedimento che dovrebbe essere firmato entro il 31 ottobre, interessando i mercati di Roma, da quelli coperti e plateatici, da piazza Epiro a viale Parioli, a quelli rivisti e corretti (male in alcuni casi) da via Andrea Doria a via Galvani a Testaccio, mentre quelli su sede impropria (su strada) da Pigneto a San Saba, passando per Garbatella, potranno restare aperti fino alle 15 e la domenica.

A quanto pare solo il mercato di Campo de' Fiori continuerà ad aprire i suoi banchi dalle ore 7 alle 14.

Un rilancio dei mercati che punta alla sostenibilità con la dotazione di pannelli fotovoltaici, e al regolamento delle pertinenze per evitare che mercati stagionali come quelli di Natale vendano mercanzie che si allontanano dalla festività.

Questo mentre l'Assessorato alle Attività produttive continua a lavorare per sbloccare il maxibando per le concessioni, augurandosi che sia l'ultimo e puntando a semplificare le procedure tra il Comune e i Municipi con una sede unica per gli adempimenti degli operatori,

"abbiamo chiesto alla Regione di eliminare il bando unico, perché l'idea è di arrivare a un'assegnazione semplificata delle concessioni, nella migliore delle ipotesi tramite sportello, che non rimetta in discussione ogni volta i posteggi di tutta la città".

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