Roma arDente: Il Ramerino a Monteverde

Cucina toscana rivisitata, un vero trionfo sul palato

ilramerino  

Ci passavo davanti già da tempo, riproponendomi, appena fosse capitata l’occasione, di tenerlo in considerazione per una cena o un pranzo non troppo lontano da casa. Quello che una volta si chiamava Basilico e ricordavo come un bel ristorante dai muri in pietra nuda con un menu standard e ben cucinato, ora è diventato Il Ramerino (che in dialetto toscano significa 'rosmarino', quindi non siamo andati poi troppo lontano) e offre un’esperienza davvero sorprendente.

È un sabato sera e Monteverde resta tranquilla, soprattutto se si è diretti in una viuzza silenziosa e un po’ fuori mano, uno di quegli angoli incantati che solo questo quartiere sa regalare, e quando suoniamo alla porta del ristorante ci accoglie direttamente la chef: alta, giovane e bella (e soprattutto magra, cosa che normalmente mi fa diffidare, ma stavolta verrò smentita) in tenuta d’ordinanza ma con un personalissimo tocco piratesco dato da cappello e ‘parannanza’ stampati a teschi.

È anche simpatica e ci mettiamo subito a chiacchierare, dopo che ci ha fatto accomodare nel piccolo giardino che hanno ricavato accanto all’unica sala, bianca ed elegante: un rifugio incantato che sembra fuori dal tempo, con piante, pareti color mattone e lanterne dappertutto che mantengono comunque un’atmosfera soft e romantica, da lume di candela.

Ci racconta di aver rilevato il ristorante circa un anno fa e di averne mantenuto la vocazione toscana, ma innovandola con quel suo tocco sempre personalissimo che impareremo a conoscere e ad apprezzare. Dopo uno scambio di opinioni sulla cucina locale e qualche consiglio, siamo pronti per ordinare partendo, come si conviene, dall’antipasto: per me i cestini di panzanella e per mio marito i mitici crostini ai fegatini. Entrambi i piatti sono curati alla vista e nel gusto: i miei cestini sembrano delle vere cornucopie portafortuna da cui fuoriesce una quantità generosa di pomodoro, mentre la crema per i crostini toscani è una squisitezza anche per chi non ama troppo il fegato.

Ci lanciamo sui primi senza esitazione: per stavolta bypassiamo la carbonara con l’uovo cotto a 68° che è il vanto del locale, perché siamo troppo curiosi di assaggiare altro: io mi lascio tentare dagli gnudi (pasta tipica toscana con il ripieno all’esterno nda) fatti di melanzane e adagiati su un letto di pappa al pomodoro; mio marito segue il consiglio della chef e ordina un fuori menu che risulterà proprio fuori dal comune: un raviolone ripieno di formaggio tipico.

Per secondo dividiamo un filetto al Brunello con patatine arrosto e anche il dolce lo prendiamo con due cucchiaini: un assaggio di miniporzione di tiramisu che oltre a essere buonissimo (e io sono molto esigente: se si sente un po’ troppo il liquore lo rimando indietro) è presentato in maniera adorabile, nel suo barattolino di vetro. Il conto, con una bottiglia di vino buono e l’acqua, non è eccessivo per un ristorante con questa qualità; ci torneremo presto e il prossimo passo sarà provare il brunch che organizzano la domenica a pranzo.

Ristorante Il Ramerino
Clivo Rutario, 76
00152 – Roma
Tel. 0645675148
www.ilramerino.it
Chiuso il lunedì

Foto | ilramerino.it

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