Opportunity day, startup e innovazione a Roma: intervista a Carmine Esposito responsabile comunicazione del contest

Parla Carmine Vittorio Esposito, responsabile della comunicazione di Opportunity day. Se sei pronto "a uscire dal garage" partecipa al contest dell'innovazione con la tua startup.

Il 22 ottobre alla facoltà di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata andrà in scena la sfida dell'innovazione tra le 10 startup finaliste di Opportunity day, la competizione tra idee innovative organizzata dall'Associazione Laureati Economia Tor Vergata (ALET) che mira a incentivare nuove iniziative di business e a diffondere una cultura imprenditoriale che sia al passo con i tempi.

Il tutto si svolge nell’ambito della settima edizione del Career day Campus&Leaders&Talents. Le startup interessate a partecipare a Opportunity day possono inviare tramite e-mail entro il 17 ottobre alle ore 12 una presentazione di 15 slide e un business brief di 3 cartelle massimo all'indirizzo opportunitydaytvg@gmail.com.

Pe capire meglio di cosa si tratta abbiamo fatto qualche domanda al responsabile comunicazione dell'appuntamento con l'innovazione capitolino, Carmine Vittorio Esposito (Twitter: @carmineespADV).

Opportunity day il 22 ottobre a Roma Tor Vergata: ci può spiegare in sintesi cos'è, quali sono gli obiettivi e le finalità dell'iniziativa?


Opportunity day è una competizione tra idee innovative organizzata da ALET (Associazione Laureati Economia Tor Vergata) e Working Capital, l'acceleratore di Telecom Italia, con il duplice obiettivo di sostenere i giovani talenti nella creazione di startup e di diffondere la cultura imprenditoriale. Tanti i premi in palio: banner pubblicitari, una borse di studio presso la startup school di San Francisco e una postazione di lavoro gratuita presso IXCAMP per sei mesi.

Carmine come nasce Opportunity Day? Qual è la genesi dell'appuntamento romano?

L'evento nasce dopo il mio recentissimo viaggio negli States. In Italia non si fa altro che parlare di San Francisco, e cosi sono partito da solo per un mese facendo tappa anche a New York dove ho conosciuto uno degli speaker che interverrà nel workshop conclusivo dell'evento, Brian Pallas il founder di Opportunity Network, un ragazzo italo americano che sta facendo cose incredibili in giro per il mondo.
Una volta atterrato a San Francisco, mi sono immediatamente catapultato nella realtà locale. Il primo passo è stato scaricare Meetup e partecipare a tutti gli eventi dedicati alle startup, durante i quali si ha la possibilità di incontrare e conoscere angels, incubatori, venture capital e le principali aziende del settore ICT. Ovviamente a San Francisco è doverosa una visita alla startup school Mind The Bridge e al consolato Italiano, due realtà molto importanti e attive nell'agevolare l'inserimento degli italiani nella realtà locale.

Come funzionano le procedure di valutazione e selezione delle startup partecipanti a Opportunity day?


Working Capital si occuperà delle selezione di tutti i progetti che verranno inviati entro il 17 ottobre. La partecipazione alla selezione è aperta a startup di ogni settore ma nella selezione verranno privilegiati progetti nei seguenti settori: green, food, travel, big data, logistica e mobilità, social innovation, event management e dating.

Startup in Italia e all'estero: il Belpaese è indietro? Il 22 ottobre si parlerà anche di modelli ed esperienze vincenti in campo europeo e internazionale?

Beh i numeri parlano chiaro siamo ancora indietro rispetto ad altre realtà piu consolidate, preferirei non esprimere giudizi che non mi competono, lasciando ad altri piu "esperti" eventuali analisi, ma la mia personale sensazione è che l'Italia debba fare ancora molto su diverse fronti. Il 22 ottobre racconteremo modelli da seguire ed esperienze provenienti da diverse parti del mondo: Israele, New York, Londra e Africa.

Essere giovani oggi in Italia oggi è una specie di stigma o in realtà le opportunità ci sono e basta cercarle bene?

Noi giovani viviamo in un paese logorato dalle generazioni precedenti, abbiamo cominciato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro con l'avvento della crisi. Sarei curioso di sapere cosa si prova a vivere in un contesto di normalità, ma forse questo spirito di sacrificio e adattamento diventerà uno dei nostri punti di forza in futuro. Per quanto mi riguarda ho sempre cercato di sfruttare al massimo le occasioni che mi si sono presentate durante il mio percorso, sopratutto durante gli anni da studente universitario. Quattro anni fa contro il parere di tanti ho fondato insieme ai miei soci una azienda che opera nel settore pubblicitario andando ad intercettare una particolare nicchia di mercato. Questo mi ha permesso nell'ultimo anno di firmare una partnership commerciale con Telecom Italia. Inoltre da circa 2 anni sono entrato a far parte di un'altra startup capace di sviluppare tecnologie proprietarie e software per alcune delle principali multinazionali presenti nel nostro paese. Non so se sia sufficiente soltanto cercare di cogliere le opportunità. Di giovani bravi in Italia ce ne sono tanti, e purtroppo come spesse accade, molti di loro sono costretti ad emigrare all'estero. Mi capita frequentemente di parlare con amici trasferitisi a Londra, New York, San Francisco e Berlino, e devo dire che dai loro racconti sembra che l'Italia si collochi su un livello decisamente inferiore in termini di occupazione e opportunità.

sfo222

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