Gita fuori porta: a Vallerano è tempo di castagne… e di marroni

Torna l’attesissimo appuntamento dell’autunno nella Tuscia

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Non è solo una delle più famose della Tuscia e di tutto il Lazio che vale la pena, anno dopo anno, di ritrovare: la sagra della castagna di Vallerano – che come tutti sanno illumina tutto il mese di ottobre, dal secondo fine settimana fino al primo weekend di novembre – è un appuntamento con la tradizione, con il folklore, con l’enogastronomia della zona.

Qualcosa di più che una sagra, in realtà, ma una vera e propria festa dedicata al frutto rinomato del marrone che ha regalato, in passato, tanta fortuna alla gente di qui, anche se questi ricordi sono ormai lontani, dal momento che la crisi ha colpito duramente anche i produttori che non hanno visto stagioni molto felici.

Eppure quelli di quest’area sono, in un certo qual modo, dei privilegiati: innanzitutto perché la castagna di qui dal 2009 è iscritta del registro delle dominazioni d’origine protetta grazie all’intervento dell’Unione Europea, sia perché qui ci sono ben 635 ettari di castagneti secolari che sono davvero uno spettacolo.

E infatti il vero spettacolo di questa sagra giunta ormai alla tredicesima edizione, si svolge sul palato: per tutta la durata dell’evento, infatti, in piazza saranno distribuite gratuitamente caldarroste che scaldano le bocche e i cuori. Con l’occasione, inoltre, saranno aperte e visitabili le antiche cantine scavate nel tufo dove anticamente si conservavano le castagne e il vino e dove si avrà la possibilità di degustare i piatti della genuina cucina locale declinati in menu a prezzo fisso, mentre per gli amanti della natura saranno organizzate passeggiate nei castagneti e nei boschi circostanti dove è stato accertato che le castagne venissero coltivate e raccolte già nell’anno Mille.

Grazie all’associazione Amici della castagna, inoltre, quest’anno, a disposizione del pubblico ci sarà una speciale guida a tema comprensiva di ricettario e di curiosità che renderà ancora più preziosa una gita da queste parti. Il programma di questo primo scoppiettante fine settimana della castagna prevede assaggi di marmellate, la presentazione di un libro di poesie in dialetto locale, il mercato dell’artigianato e il Gran galà del cane a cura della sezione valleranese dell’Enpa. E poi, ovviamente, tanta musica e intrattenimento con la musica anni ’70 e ’80 di Ivano, gli sbandieratori in costume e la visita a due botteghe storiche: una dove si lavoravano le castagne e l’altra dove si realizzavano presepi.

Vogliamo salutarvi con una chicca su questo ricchissimo territorio: nel santuario di Maria Ss. Assunta del Ruscello, si trova un organo monumentale che nell’estate del 1707 si trovò a suonare anche Haendel mentre era in vacanza presso il castello di Vignanello di proprietà del principe Ruspoli. Qui pare che il 18 giugno presentò la sua incomparabile “Salve Regina” suonata da lui stesso e cantata dal soprano margherita Durastante, alla presenza dei Ruspoli e dei farnese, signori di Vallerano.

Foto in copertina | Colin

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