Acqua di Roma per fontanelle hi-tech: liscia, frizzante, con ricarica smartphone

Roma si dota di fontanelle hi-tech che erogano acqua liscia e frizzante con ricarica smartphone, tra gli investimenti di Acea e Campidoglio per migliorare reti e qualità del servizio idrico integrato a Roma e provincia.

Nella capitale che campa di rendita con quello che hanno lasciato in eredità gli avi, insieme ad acquedotti ancora funzionanti, anche quello che sembra eterno richiede manutenzione e innovazione, non solo dal Colosseo alla Fontana di Trevi.

Tra le innovazioni previste nel programma di investimenti Acea dei prossimi tre anni per “le reti e la qualità del servizio idrico integrato a Roma e provincia” c'è anche il prototipo di fontanella hi-tech, presentato dai vertici di Acea con l’assessore capitolino Paolo Masini (Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana).

Il prototipo di nuove “case dell’acqua”, pronte ad erogare gratuitamente l'acqua degli acquedotti romani (già buona, igienizzata e pagata), ulteriormente microfiltrata ed igienizzata con un sistema a raggi ultravioletti; refrigerata ad una temperatura di 9 gradi, rispetto gli 11-12 che sgorgano dal rubinetto di casa; servita nella variante naturale e frizzante, in dosi da bicchiere e litro.

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Non un semplice 'nasone de Roma' quindi, di quelli che dissetano i viandanti della capitale sin dalla fine dell'800, ben noti a apprezzati da turisti di tutto il mondo, ma un distributore al passo con esigenze frizzanti e tempi, quanto meno quelli di Acea e il Campidoglio, che lo hanno dotato di porte Usb per ricaricare telefonino e tablet, insieme ad uno schermo hd per controllare il meteo e le notizie sul quartiere, con quelle su Campidoglio, lavori e novità Acea.

Casine dell'acqua che Acea è già pronta ad installare in piazze, mercati e ville storiche di Roma e Provincia, a partire dalle periferie, con oltre 100 distributori destinati ai mercati rionali di Magliana, Laurentino, Casilino 23, Villa Gordiani e nel mercato Appagliatore di Ostia.

Un progetto che ha già pronte le stime sostenibili Acea, sull'erogazione prevista di circa 60mila metri cubi di acqua ogni anno, con 1.800 tonnellate di bottiglie di plastica in meno, pari a 5.000 tonnellate di CO2 emesse per produrre, trasportare e smaltire le bottiglie in pet.

Immaginando di vivere in una città a misura di cittadino, provvisto di un senso civico che si spinge oltre il proprio naso e il proverbiale fondo schiena, magari con un briciolo di rispetto per il bene comune, (che non sarà mai a costo zero, visto che i servizi per chi paga tasse e utenze non sono mai gratis), e augurandomi che le fontanelle prodigiose superino la nottata in periferia, gli assalti vandalici, il racket dell'acqua frizzante e la fila per la ricarica, senza dover vedere gente con le taniche e i telefonini scarichi in fila come nei paesi colpiti da siccità tecnologica, una domanda mi attanaglia dopo la precisazione dell’a.d. di Acea Alberto Irace, riguardo alle case dell'acqua che

“rientrano nel programma di investimenti che saranno attuati nei prossimi tre anni per innovare fortemente le reti e la qualità del servizio idrico integrato a Roma e provincia”.

Dopo tanti disservizi, acque contaminate, aumenti e bollette pazze, 'capisco l'urgenza di bere acqua frizzante alla fontanella, o ricaricare il telefonino scaricato da sessioni interminabili di gioco', ma mi domando lo stesso se le 'innovazioni delle reti e la qualità del servizio idrico integrato a Roma e Provincia' non potevano iniziare a spendere soldi e risorse in qualcosa di più "urgente".

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