Polo natatorio di San Paolo: dai Mondiali di Nuoto al degrado

Polo natatorio di San Paolo: dai Mondiali di Nuoto al degrado

I 30.000 mq del Polo Natatorio di Valco San Paolo furono inaugurati in occasione dei Mondiali di Nuoto del 2009. I 18 milioni di euro spesi per la struttura - e per integrarla paesaggisticamente con l'area del Lungotevere Dante - sono diventati infatti l'ennesimo simbolo del degrado capitolino. "Due piscine coperte non ancora ultimate, una piscina all'aperto lasciata completamente all'incuria, una palestra inagibile e una sala per le conferenze da completare", come denunciano il presidente del Municipio XI Andrea Catarci e il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà Gianluca Peciola.

Cos'è accaduto? Non si sa. Sicura e efficiente come al solito invece, la pratica dello 'scarica barile': Alessandro Cochi infatti, delegato del Sindaco allo Sport, si affretta a sottolineare come il completamento del Polo natatorio sia stato affidato al Governo nazionale. Che - almeno stando a quanto ci risulta - è lo stesso di cui fa parte l'attuale giunta romana (ovvero il PdL).

Capitolo a parte meritano le relative opere pubbliche promesse insieme alla realizzazione del polo natatorio: del rifacimento delle strade, dell'illuminazione, dei marciapiedi e delle aree verdi, al momento neanche l'ombra. Arriveranno forse in parte - e non sull'intero lungotevere Dante - con l’attuale stanziamento, spiega ancora il presidente Catarci. Non male come biglietto da visita per un'amministrazione che sostiene Roma come candidata ideale alle Olimpiadi del 2020...

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