Lettera aperta al sindaco Alemanno, lo sfogo di un conducente Atac


Vi avevamo promesso la voce diretta dei conducenti sull'infuocata situazione Atac di Roma, fra garanzie più o meno mancate ed un crescendo di aggressioni preoccupanti, simbolo di un rapporto sempre più logoro tra cittadini, mezzi pubblici ed amministrazione, che da tempo avevamo sottolineato.

Ecco dunque la parola, ancora una volta a loro (ancora una volta tramite Simone, che ringraziamo), i protagonisti malgrado tutto, che non ci stanno a fare la parte dei colpevoli, e tanto meno delle vittime predestinate.

Egregio sig. Sindaco di Roma,

chi le scrive è un suo ex elettore che si sente profondamente deluso dal suo operato e senza drammatizzare mi considero un elettore pentito. Mi definisco tale non perché ho votato la sua persona o perché la mia preferenza nel 2008 è andata al centro-destra; mi definisco con tale appellativo in quanto mi sento deluso da come la Capitale d’Italia sia amministrata.

Sono un autoferrotranviere e come tale ho tutto il diritto di dire, fatti alla mano e sulla mia pelle, che Roma non è affatto più sicura di tre anni fa; nemmeno mi sento di dire che sia peggiorata, quella è pura propaganda del centro-sinistra che ha contribuito tanto quanto la sua “non-amministrazione” a far sì che Roma precipitasse in questo stato.

Ci sono meno pattuglie in giro e quindi chi vuole delinquere si sente circondato dall’impunità; il trasporto pubblico è indegno di servire questa meravigliosa città (colpa di continui tagli e risorse al personale sfociato nel caso “parentopoli” che non ha permesso di investire soldi dove realmente sarebbero serviti per essere dirottati sulle poltrone degli uffici amministrativi).

Abbiamo la periferia abbandonata a se stessa, soprattutto nel fine settimana dove municipale e polizia scarseggiano e gli autobus hanno una tabella di marcia che a volte non permette di vedere un mezzo pubblico sulla stessa linea a meno di mezz’ora l'uno dall’altro.

Le sembra normale, signor Sindaco, non intervenire sull’incolumità degli autoferrotranvieri romani permettendo che le aggressioni diventino una consuetudine e non un caso isolato. E' quanto meno poco coerente con la sua campagna a favore della sicurezza sbandierata nel 2008. Nelle ultime notizie pervenute sembrerebbe che dei fondi saranno trovati per abilitare i posti guida in essere di alcune vetture, per la precisione i jumbo bus dell’amministrazione Rutelli, alla chiusura dall’interno con i maniglioni antipanico.

Bella idea quella di spendere denaro pubblico per automezzi che presto andranno in disuso visto i loro parametri non conformi alla normativa europea per quanto riguarda l’inquinamento e intanto non pensare a chiudere le cabine dei posti guida delle vetture “6000”, ovvero i Citaro Mercedes, in dotazione alla rimessa di Acilia che sono completamente aperti.

Sappia che non serve fare vertici in prefettura o presiedere una mattina in una rimessa, per risolvere il problema; in merito a questo le ricordo circa due anni fa quando si presentò alla rimessa di Tor Sapienza dopo che il giorno prima un autista venne malmenato sulla linea del 20 express. Si presentò con l’allora amministratore delegato Bertucci e l’ex assessore alla mobilità Marchi. Nemmeno a dirlo si fecero promesse.

Solo negli ultimi dieci giorni tre aggressioni (2 nella zona di Ostia e una sulla linea 85)… per non parlare di altre avvenute da due anni a questa parte e talvolta non denunciate per paura di ripercussioni. Ma non ci aspettavamo risultati concreti da chi successivamente è stato coinvolto, chi per un motivo chi per un altro, nello scandalo parentopoli per poi essere ricollocato in qualche ufficio successivamente; se non sbaglio l’ex assessore Marchi adesso è a capo della segreteria di un consigliere regionale del Pdl. Insomma alcuni sono destinati a cadere sempre in piedi!

Sarebbe stato proficuo, al fine di ottenere risposte da un’autorità come la sua, se si fosse presentato la sera del 26 settembre nella rimessa di Acilia, dove era atteso da decine di lavoratori che volevano spiegazioni dal primo cittadino di Roma. Ci siamo “accontentati” delle risposte dell’amministratore delegato e del direttore generale di Atac, che ci hanno spiegato le proposte per cercare di risolvere alcuni problemi legati al crescere di fenomeni di criminalità a danno degli autoferrotranvieri.

In quanto cittadino romano mi sento di dirle ancora una cosa, ma non perché gli argomenti siano esauriti, ma per non stancarla troppo con le mie lamentele. In quanto suo ex elettore sappia che se Roma non perde lo splendore che secoli fa le fu dato da una grande civiltà è perché ci siamo noi “veri” romani (e non solo, perché Roma accoglie migliaia di persona da altri paesi limitrofi che affrontano il viaggio come se fosse un’odissea), che ci confrontiamo con questa realtà.

Forse, anche per questo, fra cittadini ultimamente si è scatenata una "guerra fra poveri". E' nato un nuovo gioco che vede alcuni utenti della strada protagonisti in quanto si sentono in diritto di filmare chiunque e dovunque, con un telefonino, per puro sfogo in questa situazione di esasperazione al quale la nostra società è abituata.

Esasperazione, esatto. Perché noi comuni cittadini che viviamo di sacrifici e di stipendio, non riusciamo più a percepire quale sia il “nemico” contro il quale scagliarci in un’epoca in cui tutto sembra andare nel verso sbagliato.

La gente si arma del proprio cellulare e riprende l’autista dell’autobus che parla al telefonino durante la guida; si ferma al bancomat per prelevare … In tutta questa situazione il principio è più che giusto, anzi direi che è legittimo in quanto nessuno dovrebbe permettersi di approfittare del proprio orario lavorativo per svolgere altre mansioni, oltretutto quando è in gioco l’incolumità di decine di persone.

Queste ultime però, chissà se si rendono conto che si è pronti a condannare un essere umano che lavora chiedendone il licenziamento in tronco per aver violato un codice etico e/o una norma aziendale? Non sarebbe sufficiente chiedere che venga applicato secondo quando stabilito da un codice di disciplina? E' l’autista l’orco metropolitano del XXI secolo?

Ovviamente no. Sarebbe come appoggiare il politico che ha “trovato” nel lavavetri il cancro del degrado urbano… Noi autoferrotranvieri siamo cittadini che subiscono la mala gestione di questa città a livello amministrativo e politico; siamo padri di famiglia, come gli altri cittadini; paghiamo le tasse e ci indigniamo per questo trasporto pubblico, prima di tutti gli altri.

Intanto i responsabili si trovano ad occupare poltrone di prestigio e il loro unico interesse è il profitto personale; le nostre frustrazioni le scarichiamo per la strada e noi autisti diventiamo un bersaglio mobile.

Come vede, caro signor Sindaco, Roma va vissuta per strada, davvero, e non osservata da un colle.

Simone Ruggeri - membro del CO.A.L.A. (coordinamento autonomo per le lotte degli autoferrotranvieri)

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