Atac propone misure di sicurezza per i mezzi di trasporto pubblico della capitale

Bus Atac Roma

Parentopoli, la crisi, gli scioperi, gli aumenti che conservano un pessimo rapporto costi benefici, i tagli che peggiorano un servizio del trasporto pubblico già insoddisfacente, e come ciliegina sulla torta le prodezze ‘senza mani senza mani’ di alcuni autisti, hanno decisamente dato fuoco alle polveri facendo pagare lo scotto del malcontento generale agli autisti vittime di aggressione.

Dall'aggressione in pieno giorno dello scorso marzo nel quartiere romano del Laurentino 38, perpetrata da quattro ragazzi all’autista dell'Atac del bus 776 per averli invitati a non disturbare gli altri passeggeri, all’ultima (speriamo) dell’autista della linea Atac 012 che attraversa il quartiere di Acilia massacrato di botte per una frenata troppo brusca, dopo che pochi giorni prima ad Ostia l’autista dello 01 era stato vittima di pestaggio e omertà degli altri passeggeri per non aver fatto salire due giovani lontano dalla fermata del bus, scortesia che peraltro credo imponga il regolamento.

Dopo l’approvazione della gara d’acquisto di 6.500 dispositivi radiomobili per il personale di movimento, Atac oltre a costituirsi parte civile in tutti i processi relativi ad aggressioni ai danni del personale aziendale, ha anche presentato in prefettura misure di sicurezza per gli autisti che prevedono cabine blindate su 180 mezzi entro fine anno, in incremento dei vigilantes a bordo (probabilmente anche delle presenza amica del personale dell'Arma in pensione), 300 bus con quattro telecamere di videosorveglianza, e un pulsante Sos entro il 2012 per tutta la flotta .

L’Atac provvederà anche all’assistenza relazionale delle vittima di aggressioni, cercando contemporaneamente di migliorare la percezione del lavoro del personale dell’azienda nei cittadini, premiando il merito dei propri dipendenti e sponsorizzando apposite campagne di comunicazione. Difficile dire ora che effetto avrà questo sui cittadini con le mani che prudono e la viltà iscritta nel patrimonio genetico, o sugli autisti che continuano a fare le spese di una bufera che ha origine nelle alte sfere dell’Azienda, ma forse già oggi grazie a Simone del gruppo Co.a.l.a. intervistato qualche mese fa, potremmo avere la fortuna di ascoltare la voce degli autisti. Per la vostra come al solito c’è tutto lo spazio di cui sentite il bisogno nei commenti.

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