Barcaccia di Piazza di Spagna ripulita, ma occorreva sul serio?

La fontana simbolo di Piazza di Spagna, passando per quella dei Leoni in Piazza del Popolo: i restauri continuano e anche i messaggi pubblicitari che nascondono le bellezze di Roma.

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Da Palermo a Milano, passando per Roma dove prende sempre più piede la moda del restauro con impalcatura che copre sì il monumento da risistemare, ma piazza pubblicità per nulla occulte pagate a peso d’oro. Non è stato diverso per Piazza di Spagna con la Barcaccia, che per una manciata di mesi è stata ricoperta di cartone e plastica ed ha lasciato interdetti turisti e cittadini.

La "Barcaccia" torna a risplendere (perfino troppo) e per la sua inaugurazione c'è il solito trionfale taglio del nastro col primo bicchiere d’acqua della fontana sorseggiato (ma poi sarà vietato? e perché?). Con l'assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli e il Sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce.


Ma soprattutto col sindaco Marino (ormai barbuto, per moda o per non farsi riconoscere?) che "restituisce" alla Capitale un altro dei suoi simboli e fa subito un bell'annuncio:

Dal prossimo anno, sarà restaurata anche la scalinata di Trinità dei Monti. Te pareva. Per i visitatori, dunque, è bene leggere tra le righe e fare tante foto ora, perché poi i celebri gradini saranno oscurati. Come lo sono le due torri, dal grande sponsor Voiello (che ora fa da bersaglio su twitter #voiellolevala).

Noi lo raccontiamo da tempo. Questi restauri puzzano. Servono davvero?. Davvero piazza di Spagna ne aveva bisogno? Più di tanti monumenti e luoghi di Roma che cascano a pezzi?

La stessa opera d’arte del Bernini a dir la verità non ci sembrava così messa male. Guardiamo le foto di un anno fa su Google.

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E' tornata bianca meringa (quanto dura?) grazie a Urban Vision, per un totale di 200mila euro non pesati sulle casse della pubblica amministrazione, ma pagati appunto con sponsor giganteschi resi ancora più accattivanti proprio dall’azienda che ha vinto il bando. Adesso gli occhi sono, invece, puntati sulla Fontana dei Leoni in Piazza del Popolo.

Il progetto era cumulativo: le due fontane andavano ristrutturate per un costo di 541.160 euro e la soluzione era quella di vendere sponsor. Le location, in effetti, sono frequentatissime, per i distratti non c’è pericolo di non vedere quale prodotto si sta consigliando e l’affare dunque era servito per tutti.

Quello che insospettisce sono i punti strategici di questi restauri (o "crestauri") costanti. Come a piazza Venezia, piazza Navona, San Lorenzo in Lucina, Largo di Santa Susanna ecc. Con “effetto panettone” costante. Ma anche le scelte private, magari aristocratiche, fanno sorridere. Palazzi che non erano mai stati toccati per secoli (guardate Palazzo Borghese, che ora inanellano rifacimenti di facciate e romanelle ogni sei mesi).

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