La settimana dei Municipi: siamo piccoli Comuni… o no?


Bella la domanda che oggi ci funge da titolo per il consueto appuntamento con la politica più vicina al cittadino che c’è (o, come sappiamo, che dovrebbe esserci): quella dei Municipi. Non è mia, però, questa domanda, ma la pone retoricamente il consigliere provinciale del Pd, già presidente del Municipio I, Giuseppe Lobefaro.

Ebbene sì, so che siete stanchi, ma lo siamo tutti, eppure eccoci di fronte a una nuova puntata della telenovela: quand’-è-che-sti-Municipi-diventano-piccoli-Comuni. Detto in altri termini, quand’è che entrerà in vigore il secondo decreto attuativo di Roma Capitale, mentre la scadenza del 21 novembre si avvicina a grandi passi.

E intanto? Intanto litigano tutti: i presidenti dei Municipi tra loro, i presidenti dei Municipi di sinistra (e secondo alcuni non solo) con il sindaco Alemanno, il sindaco Alemanno con il governo per i tagli agli enti locali, ma questa, anche se ha conseguenze ovvie per noi, è tutta un’altra storia.

Ma torniamo a Lobefaro che, visti i ruoli che ha ricoperto, dovrebbe essere uno ‘che ci capisce’. È lui a denunciare, in questi giorni, il senso di frustrazione dei minisindaci sulla situazione finanziaria: un malessere che costituisce un segnale preoccupante per l’intera città e che significa il mancato riconoscimento della loro insostituibilità nel rapporto con il cittadino.

L’esponente del Pd, quindi, osserva come il decreto sia ormai “irrimandabile” e ricorda l’antica proposta di spostare sui Municipi le somme di milioni di euro destinate agli emendamenti dei consiglieri comunali per iniziative di cui invece la città non può fare a meno.

Nel frattempo, dicevamo, gli 11 Municipi di sinistra manifestano sotto al Campidoglio incassando la solidarietà del Roma Social Pride, che non manca di sottolineare la scarsa attenzione dell’attuale amministrazione capitolina al tema dei servizi sociali e alla persona, causando la paralisi che ben conosciamo, e prendendosi, però, anche i rimbrotti del sindaco stesso, che ha ricordato quanto pure lui stia combattendo contro il governo in difesa degli enti locali.

Mentre tutti sono in trincea, noi, seppur in conclusione, facciamo il riassunto delle puntate precedenti come in ogni serial che si rispetti e ripassiamo i contenuti di questo famoso secondo decreto: il primo stralcio riguarderà, ovviamente, il nuovo assetto dell’amministrazione romana, partendo dalla rimescolanza dei Municipi.

Si è sempre assicurato che le decisioni non sarebbero state calate dall’alto, tanto che smembramenti e accorpamenti sono sempre stati motivati da un’analisi concreta del territorio e non su valutazioni politiche o, peggio, elettorali… com’è, come non è, questa la nuova mappa con 15 Municipi: il Municipio I che ingloberà (tipo Pacman) il XVII (Prati e Borgo) e pure una fetta del IX (San Giovanni vicino al centro storico), il Municipio II (Flaminio) sposerà per sempre il III (Tiburtino) e pure il VI (Prenestino) con il VII (Centocelle). Infine il Municipio X (Tuscolano) si accaparrerà i resto del IX che non è finito in centro storico.

Foto | Flickr

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