Malagrotta: nuova proroga, nuove discariche, stessa monnezza, solita solfa

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Dalle colonne di Repubblica a Legambiente, da Riano a Fiumicino, il tam tam della giungla d’asfalto è rapido e spudoratamente annunciato riguardo le sorti di Malagrotta e dei rifiuti di Roma.

Come da programma, ieri sera il lungo vertice in prefettura ha optato per una ‘probabile’ nuova proroga al 31 gennaio 2012 della chiusura di Malagrotta, e una discarica provvisoria a Pian dell’Olmo alle cave di Riano per i prossimi tre anni, ovvero fino a quando sarà pronto l'invaso definitivo a Pizzo del Prete, nel comune di Fiumicino, orfano di sindaco, anche per questo.

Il ‘discorso’ prosegue il prossimo martedì in prefettura, quando l’operazione di due milioni di euro, dovrà tenere conto delle reazioni degli abitanti di Riano, ai quali frega poco se nella discarica provvisoria di proprietà dell'avvocato Cerroni (lo stesso di Malagrotta) ci arrivano solo gli scarti trattati, delle reazioni degli abitanti di Fiumicino e della concentrazione di aziende agricole laziali, alle quali anche con l'appoggio della Coldiretti una discarica serve quanto un esercito di cavallette, e a tutti quelli che troveranno i costi dell’operazione in bolletta, non solo su quella dei rifiuti.

Intanto il rischio idrogeologico denunciato dal rapporto dell'Ispra è riuscito almeno a distogliere le attenzioni del vertice in prefettura dal terreno di Monti dell'Ortaccio, troppo vicino a Malagrotta, a grande rischio ma ancora aperta, mentre la governatrice del Lazio Renata Polverini inaugurando a piazza del Popolo il primo forum sul riciclo dei rifiuti e sulle energie rinnovabili per imparare a rispettare l'ambiente e vivere meglio in un mondo meno inquinato, avanza con scelte strategiche proiettate al futuro.

“questa Regione adesso deve fare scelte strategiche proiettate al futuro, oppure è evidente che potremmo avere dei problemi irreversibili. Siamo determinati ad andare avanti. Parleremo anche con le comunità coinvolte nel piano dei rifiuti. Cercheremo di far comprendere loro che ciò che facciamo non e’ contro nessuno ma nell’interesse di tutti. E soprattutto tutto quello che verrà messo in campo guarda in maniera precisa alla salute delle persone e al rispetto dell’ambiente”
. A questo punto se non siete ancora disgustati, un po' di nausea è normale, anche perché la puzza di questo 'sporco affare' si sentirà ancora per un bel po'.

Foto | Flickr

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