Dibattiti a Pedali: a Roma con Casco in bici obbligatorio, liberalizzazione dei marciapiedi, favorevoli o contrari?

Cycling Culture in Rome, 5  tulenheimo

Tutti quelli che pedalano per strada, e spesso lungo quelle digitali e altrettanto tortuose del web, sanno bene quanto a complicare la vita a pedali, oltre al consueto oceano di limiti e ostacoli, contribuisca anche un corollario di optional e divieti travestiti da buonsenso.

Dal corredino da indossare ai posti dove pedalare la lista è lunga e spesso argomento di discussione. Questa mattina on line la proposta di rendere il casco in bici obbligatorio è stata prontamente bocciata non lesinando motivazioni: da paletto infilato nell'ano (si può dire?) dell'ultimo territorio libero da obblighi burocratici della mobilità, a modo per deresponsabilizzare ancora di più gli automobilisti.

Il tono ovviamente ironico e leggero degli interventi, pur non ignorando l’utilità del casco e il bisogno di usare prudenza, è proseguito con i simpatici catarifrangenti che fanno tanto anni '80 (il giubbino catarifrangente di notte è già obbligatorio), sfrecciando fin sui marciapiedi, invasi da ciclisti che qualcuno multerebbe per impedire alle auto di parcheggiare, compresi ovviamente quelli prestati alle ciclopedonali.

Allora scherzi a parte, con i tempi che corrono, l’austerity esasperata male e sempre per gli stessi, estendo il dibattito anche a voi fedeli centauri a pedali romani, partendo dal “Casco in bici obbligatorio” per arrivare fin dove ci portano i pedali, magari anche alla “liberalizzazione dei marciapiedi”. Favorevoli, contrari, o ..?

Foto | Flickr

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