L'affare Malagrotta puzza e inquina, la bolletta dei rifiuti aumenta e Roma-Napoli non è un derby da giocare in strada

06 Zoom Raffineria Malagrotta Emiliano Pretto

Giunti alla fine della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti e ad un passo dalla fine del 2011, Ama continua a differenziare (male) il 26% dei rifiuti, il 35% forse nel 2014, e l’affare Malagrotta continua a puzzare, come i nostri cassonetti vecchi e nuovi che raccolgono le circa 5mila tonnellate di rifiuti che la discarica più grande d’Europa ospita ogni giorno, proroga dopo proroga, da trenta anni, in un sito tanto vasto da guadagnarsi l’appellativo (ironico-amaro) di ottavo colle di Roma, con l'orizzonte sui suoi 160 ettari, forse 240, di monnezza scaldati dalle fiamme della raffineria di Roma, l’unica del centro Italia.

Entrare a Malagrotta è un viaggio che rivela sempre qualche sorpresa. La rilevazione dall’Arpa (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) effettuata sul sito nel febbraio-maggio 2010 aveva già segnalano un inquinamento altissimo delle falde acquifere sollecitando (documento protocollo n. 119656/03/30/13 del luglio 2010) «misure di messa in sicurezza del sito volte a contenere la diffusione della contaminazione», nonché «successivi interventi di bonifica».

Ora i Verdi rendono pubblica anche l'indagine dell’ISPRA condotta nel 2010 (occultata?), che rivela sull'area di Valle Galeria che comprende la discarica di Malagrotta, falde inquinate dalla presenza di metalli, arsenico, ferro e terreno contaminato dal mercurio, insieme alla cancerogena l'N-butylbenzenesulfonamide. Codici indignata fa ricorso al Tar contro la Regione Lazio per l’ultima proroga, alla Società Giovi dell'avvocato Manlio Cerroni proprietario del terreno, e Ama spa. Legambiente chiede bonifica immediata e chiusura discarica.

Illegale per le leggi europee, gli standard sanitari, e lo sbandierato senso del decoro, la cloaca di Malagrotta continua a funzionare con l’ennesima proroga fino al 31 dicembre 2011, e con una nuova eventuale proroga al 2012, tra i rincari della tariffa dei rifiuti (con il Tia al posto del Tari, e il ritorno dell'Iva) che stanno facendo già levitare la bolletta, ci saranno anche i costi di adeguamento del compenso per il consorzio CO.LA.RI. che gestisce la discarica.

A mezzanotte del 31 dicembre 2011 si chiudono i cancelli di Malagrotta, la ricerca di altri siti per la raccolta temporanea (Monti dell'Ortaccio e Pian dell'Olmo a Riano di proprietà del dottor Cerroni tra i candidati) e nuovi invasi da costruire (Pizzo del Prete) è già una guerra per scongiurare che la monnezza finisca in strada come a Napoli, eventualità prontamente smentita, e ribadita dallo stesso Alemanno, forse perché sa che il capoluogo campano non ha Malagrotta, e in ogni caso una sorta di derby Roma-Napoli giocato in strada nessuno vorrebbe vincerlo.

Foto | 06 Zoom

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