Gita fuori porta: a Cantalice per mangiare le strengozze

Storia, cultura, passeggiate nella natura e buona cucina: il nostro weekend nel Reatino

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Qualcuno li chiama strangozzi, ma qui a Cantalice non hanno dubbi: quell’ottima pasta fatta a mano con acqua e farina e condita con aglio e sughetto di pomodoro sono le strangozze e proprio a loro questo weekend è dedicata una sagra annuale, ormai giunta all’XI edizione.

La ricetta di questo piatto povero e gustoso – che dal 2006 è riconosciuto come prodotto tipico dalla regione Lazio - è tramandata da secoli oralmente, qui a Cantalice, ma noi siamo riusciti a carpirne almeno un segreto: profumare il sugo con la ‘persa’, una sorta di maggiorana selvatica che cresce spontanea nelle campagne del Reatino.

Un’erba a km 0, dunque, come saranno i prodotti tipici che troverete negli stand e nelle bancarelle che animano la sagra, che la sera sarà allietata da concerti, esibizioni di ballo e musiche della tradizione popolare.

E poi, come sempre, non trascuriamo l’aspetto culturale del nostro weekend fuori porta alla scoperta di un borgo medievale arroccato sulla collina davvero fuori dal comune: salendo a piedi i 350 scalini che conducono alla parte antica del paese (denominata ‘superiore’), si potrà godere della vista sulle casette in pietra, gli scorci incantevoli con i balconcini e le loggette fiorite, e poi, una volta arrivati su, la torre difensiva e la chiesa barocca di San felice, dedicata al patrono della città.

Fuori dall’abitato, invece, da non perdere è il santuario di San Felice all’Acqua, sorto nel punto in cui il Santo fece il miracolo: sgorgò acqua dalla terra battuta con un bastone in una torrida giornata estiva.

Se dall’alto, inoltre, avevate rimirato un panorama mozzafiato sui laghi Lungo e Ripasottile, forse ora è il momento per una bella passeggiata nell’omonima riserva naturale che corre lungo le rive dei due laghi, con percorsi naturalistici che mettono in comunicazione palafitte d’osservazione del volo degli uccelli lacustri, ma una bella avventura potrete viverla anche percorrendo l’itinerario lungo il fiume Velino con le sue enormi ninfee bianche o gialle e le sue acque pescosissime, popolate da trote, carpe, lucci e anguille.

Chi preferisce la montagna, invece, non avrà difficoltà a trovare i sentieri suggestivi e panoramici che da queste zone conducono fino al Terminillo e al Comune di Leonessa con la sua stazione sciistica (quando è stagione) di Campo Stella.

Foto | Federica Piersimoni

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