I Rom di Roma


Spesso vengono accostati al simbolo stesso del degrado di Roma e alla criminalità cittadina. Da lì parte chi scippa le nostre borse, ruba le nostre auto, entra di notte nelle nostre case. Altri, invece, li vedono come il simbolo dei mali della nostra società occidentale, che esclude chi rimane indietro e non fornisce alcuna possibilità di emergere a chi parte da zero. Lì, vivono persone che vorrebbero integrarsi e che quando rubano lo fanno per mancanza di alternative. Qualunque sia il vostro punto di vista sono comunque una realtà della città per il momento incancellabile.

Parliamo dai campi Rom che, secondo un’indagine resa nota dal prefetto Serra, a Roma sono una quindicina, dieci dei quali ritenuti a “rischio criminalità”, altri regolari ed otto abusivi: Tor Cervara, Ponte Mammolo, Via dell'Imbrecciato, Via Scalo Tiburtino, Castel di Guido, Aniene e Saxa Rubra.

Il problema è tornato di attualità dopo lo sgombero avvenuto ieri del campo di Tor Pagnotta da parte delle ruspe dei vigili e del Comune, ma comunque vogliate vedere I nomadi Rom, criminali o vittime del sistema, la loro presenza in città è destinata a rimanere se non ad aumentare. Come ricordato da Serra, infatti, “I Rom sono quasi tutti cittadini romeni e quindi comunitari da pochi mesi. Per questo possono stare in Italia senza permesso di soggiorno ed oltrepassare le frontiere senza troppi problemi”.

Che fare dunque? Quali le soluzioni? Tenete in mente che, come ricordato dal Prefetto, sgomberare i campi spesso non produce effetti visto che subito dopo se ne forma un altro in un altro luogo e che dalla prossima settimana partiranno nuovi controlli “costanti e calendarizzati”.

  • shares
  • Mail
72 commenti Aggiorna
Ordina: