La Toponomastica della 'capitale contro le mafie', senza frontiere con un intero quartiere di Formello

Formello è c(a)sa nostraLa mafia non esiste, ma dopo un’estate scaldata dal maxi-sequestro di beni legati all’’Ndrangheta per 20 milioni di euro operato dalla Direzione Investigativa Antimafia della Capitale tra Roma e la provincia, e la fiaccolata per la Legalità al Pantheon, indetta all'indomani dell'omicidio di Flavio Simmi, la Roma contro tutte le mafie e la terra di frontiera delle diverse infiltrazioni mafiose, estende l’imperativo alla provincia, guadagnando un intero quartiere a Formello.

La cittadina di 13mila abitanti alle porte di Roma, per niente estranea agli scacchi delle cosche, 'cosa nostra', o al recente maxi-sequestro della villa di 26 stanze a Castel de’ Ceveri, non si limita infatti a scendere in strada contro le mafie, ma dedica ben sei vie e una piazza della zona dell’Albereto ai protagonisti e i simboli della lotta alla mafia.

A seguito di una consultazione popolare, partita su Facebook ed estesa a mezzi più tradizionali come le schede consegnate a mano, a partire dal prossimo venerdì 23 settembre 2011, Formello ridisegna la ‘toponomastica della capitale contro le mafie’, con il primo quartiere d’Italia dedicato alle vittime delle mafie.

'Formello è casa nostra', alla presenza di don Luigi Ciotti fondatore e presidente dell’associazione “Libera” contro tutte le mafie, inaugura quindi le vie che portano i nomi di Falcone, Borsellino, Impastato, don Diana, Rizzotto, e piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa al centro del nuovo quartiere, dove nello stesso giorno saranno presentati i progetti scolastici di educazione alla legalità, perché la lotta a quello che non esiste inizia da piccoli e non conosce frontiere, come quello che combatte.

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