Con Audrey a Roma: è eterna la città, la favola e l'icona

Audrey a Roma_foto locandina_cover of the Electa Mondadori ® book

Per chi arriva da ogni angolo di mondo e chi ci vive da tutta la vita, girare la città eterna in vespa senza pensare alle Vacanze Romane di Audrey Hepburn e Gregory Peck è quasi impossibile, ma se a Roma assecondare i cliché può essere piacevole, un tour in città con la Audrey Hepburn attrice, mamma e ambasciatrice regala alla capitale e all’icona di stile quel sapore di eternità che caratterizza entrambe nell’immaginario condiviso.

"Ogni città nel suo genere è indimenticabile. Tuttavia, se mi chiedete quale preferisco, direi Roma... il ricordo di questa visita non mi abbandonerà finché vivrò" che a dirlo sia la Principessa Anna in Vacanze Romane o l’attrice sul set di William Wyler fa poca differenza per gli appassionati di una favola metropolitana contagiosa, custodita dalla città eterna e condivisa dall’inedito album di famiglia presto in mostra al Museo dell’Ara Pacis con «Audrey a Roma. Esterno - Giorno».

Un ricco album che compie un tour in tre decenni di città eterna con una donna che vive a Roma per più di vent’anni e come tanti di noi scende le scale di Trinità di Monti e compra le “pastarelle” di domenica, ama fare lunghe passeggiate tra i vicoli lastricati di sampietrini, mano nella mano con il figlio alla Rinascente di Piazza Fiume, o in mezzo al traffico degli anni ’60 per accompagnarlo a scuola.

Audrey a Roma

In tour con «Audrey a Roma» si sbirciano i set con l’attrice di Roman Holiday, La storia di una monaca di Fred Zinnemann, o Guerra e pace di King Vidor nel 1955, dove recita al fianco del marito Mel Ferrer, sposato a Roma il 29 settembre 1954, con il quale è ai Musei Capitolini nel 1957, oppure si entra nell'atelier di Salvatore Ferragamo.

In viaggio sotto i riflettori degli anni ’60 si va a passeggio lungo via Bissolati, si entra nei giardini di Cinecittà, mentre le scene sono lontane negli anni ’70, al fianco della psichiatra romano Andrea Dotti sposato il 18 gennaio del 1969 e dei due figli Sean Ferrer e Luca Dotti, tra gli artefici della mostra imminente e del libro omonimo che raccolgono della donna, della diva, della mamma e dell’ambasciatrice Unicef, preziosi frammenti di vita pubblica e privata.

Il titolo è ‘Audrey a Roma’ E’ un omaggio alla capitale, che mia madre ha amato tanto. Ma il suo sottotitolo, ‘Esterno - Giorno’, è emblematico e vuole sottintendere proprio un aspetto vero della personalità mia madre, che non è quello in cui il pubblico la identifica, ovvero il personaggio sofisticato del film che l’ha resa un’icona di stile, in abito da sera nero, il bocchino, le perle e lo chignon. La vera Audrey è un’altra e io la voglio mostrare al pubblico, con le foto scattate all’improvviso a Roma, dietro ai back stage. Sono ottomila scatti. Inoltre, saranno esposti gli abiti che mia madre amava indossare fuori scena, i cappotti, i tailleur, otto capsule con tre quattro mise ciascuna. Dimentichiamo la Holly di Colazione da Tiffany, un personaggio che l’aveva divertita e che interpretò con gioia. Abbiamo voluto puntare sulla Audrey intima, famigliare. Tanto che sarà proiettato anche un film che raccoglie tutti i superotto dove si vedono le immagini del matrimonio di mia madre con papà. La mia nascita, i compleanni. Mia madre è stata una donna reale che nessuno conosce e io voglio svelare.”


A 50 anni da Colazione da Tiffany, è proprio il secondogenito Luca Dotti a spiegare quello che anima Audrey a Roma Esterno – Giorno, dal 26 ottobre al 4 dicembre 2011 all’Ara Pacis, tra scatti inediti che ritraggono la ?quotidianità, didascalie, testi e grafica che ?riportano i ricordi personali dell’attrice, un video esclusivo ?pieno di momenti della sua vita privata lontana dalle scene, ?abiti e accessori creati da maestri come Givenchy e Valentino, ?e immagini dall’archivio UNICEF che documentano i viaggi? della Hepburn Ambasciatrice di buona volontà dell’UNICEF, tra i bambini di Bangladesh, Vietnam, Somalia, ?Sudan, Etiopia ed America Latina.

E sono Sean H. Ferrer e Luca Dotti, a lavoro con l'Audrey Hepburn Children's Fund, dedicata alla missione di aiuto all'infanzia in disagio che Audrey considerava la sua terza e più importante carriera, a destinare all’Unicef gli incassi della mostra-tributo, del libro e della serata a conclusione della mostra organizzata con Desirè Colapietro, ambasciatrice Unicef e fondatrice del gruppo “Amici di Audrey”.

A questo punto la realtà con la finzione, la donna e la principessa delle favole, l’icona di stile capace di rendere chic un dolce vita nero e le ballerine, e la mamma di tutti i bambini che ne hanno bisogno, si mescolano ai ricordi di chi l’ha conosciuta, amata, accompagnata a casa in 500, o solo incontrata per la strada mentre andava a prendere il giornale, insieme al viaggio che in molti hanno già iniziato a pregustare con la mostra.

Una mostra-omaggio che arriva in contemporanea con un’edizione del Festival Internazionale del Film di Roma dedicato alle ladies e due straordinari modelli di eleganza e impegno, dalla San Suu Kyi protagonista di 'The Lady' di Luc Besson alla Audrey Hepburn di «Colazione da Tiffany» proiettata nella versione restaurata per chiudere la kermesse con stile.

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