Donna decapitata all’Eur: il killer l’ha uccisa nell’anniversario della morte della fidanzata

Non era la prima volta che andava in escandescenza e sempre nella stessa data per lui tanto importante.

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Quello non era un giorno qualunque per lui, anche se gli altri non potevano saperlo. Era il momento del ricordo, quello legato all’anniversario della morte della sua fidanzata, scomparsa per una grave malattia.

Federico Leonelli, il killer dell’Eur ha ucciso Oksana (poi cercato di fare a pezzi) probabilmente in preda all’ossessione per una data nefasta, quello in cui aveva perduto per sempre la persona più importante.

Il 24 agosto del 2012, la persona con la quale condivideva la vita era stata uccisa da un aneurisma cerebrale e da allora aveva sofferto di depressione e, forse, le sue condizioni psicologiche (già fragili da sempre) erano state messe a dura prova.

Già lo scorso anno, nello stesso periodo aveva mostrato la sua natura instabile, mentre si trovava a Berlino. Avrebbe iniziato ad urlare e a mostrarsi violento fino all’arrivo della polizia e ad un trattamento sanitario obbligatorio.

Domenica scorsa, però, qualcosa gli ha fatto superare il limite ai danni della colf ucraina trentottenne la quale, oltre ad essere decapitata, ha prima ricevuto ben 40 coltellate che l'hanno uccisa. La donna lavorava nella villa di Via Birmania, dove Leonelli era ospite.

Gli amici di Oksana pensano che possa essersi trattato di una discussione terminata in tragedia, magari legata alla politica. Quello era il giorno dell’anniversario della liberazione dell’Ucraina e anche lei, dunque, aveva qualcosa di importante da ricordare e celebrare.

Non sarebbe rimasta molto in Italia, giusto il tempo di racimolare qualche soldo per assicurare un futuro alla figlia dodicenne, Anastasia e aiutare la madre malata. Aveva però raccontato al suo datore di lavoro di temere la convivenza nella casa con un uomo instabile, ma nessuno pensava che arrivasse a tanto. Nemmeno la sorella che lo ha sempre difeso e che comunque in passato lo aveva pregato di curarsi.

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