Fatebenefratelli: lo sciopero entro metà settembre

Non è stata una decisione facile e neppure immediata, ma l’ultima assemblea ha chiarito le posizioni di ognuno e l’astensione dal lavoro ci sarà.

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Incroceranno le braccia entro il 15 del prossimo mese con una mobilitazione generale che interesserà l’intero ospedale Fatebenefratelli dell’isola Tiberina. La decisione è recente e risale alle scorse ore e il voto è stato più o meno unanime tra i duecento e più lavoratori in riunione. Tutti aderiscono ai principali sindacati e sono pronti a far esplodere la loro rabbia per un lavoro che amano ma che devono svolgere in condizioni sempre più difficili, vista la mancanza progressiva di risorse economiche.

Le tensioni si erano fatte più importanti già a partire dallo scorso giugno. In quell’occasione gli stessi sindacati avevano lasciato il tavolo della trattativa con la Price waterhouse Cooper, meglio nota come PwC che deve occuparsi della ristrutturazione generale del nosocomio. I tagli decisi saranno diluiti in tre anni ma avrebbero una pesante ricaduta, da scongiurare quindi, sugli stipendi dei lavoratori.

La via scelta dagli interessati dal provvedimento è stata quella di una mobilitazione e di uno sciopero, appena al ritorno dalle vacanze, giusto per proclamare un secco no a quanto potrebbe prepararsi ad accadere. Quasi nessuno, insomma, è d’accordo con il patto sottoscritto dalle rappresentanze sindacali e, di conseguenza, lo stesso rischia di non essere valido e di saltare definitivamente.

Tra i progetti già in corso di attuazione, poi, c’è la preparazione di una lettera da indirizzare al presidente della Regione, Nicola Zingaretti. A quest’ultimo sarà proposta una convocazione urgente per chiedere di rivedere i contenuti dell’accordo con nuove idee per riaprire le trattative. Altro obiettivo sarà quello di valutare che ogni incontro possa avvenire in Regione.

I sindacati, inoltre, chiedono “che venga fatta luce anche sulla voragine di 300 milioni di debito in una struttura che vive di soldi pubblici”. Al prefetto Giuseppe Pecoraro, viene domandato infine un intervento per importanti reparti come quelle psichiatrico, che rischia di chiudere e una revisione totale per un ospedale, il Fatebenefratelli, che è ancora un punto fermo in città.

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