Sicurezza Roma: ancora 'Mille occhi sulla città'

Il cult di Franco Martinelli ha fatto storia, ma è evidente che la “Roma violenta” non passa mai di moda, per gli amanti del polizziottesco, quanto per quelli che continuano ad orchestrare soluzioni per rafforzare la sicurezza della capitale.

Così dopo moniti e castighi divini, poliziotti di quartiere e ronde cittadine, gli occhi elettronici delle avanguardistiche sale operative provano a moltiplicare l’apparato oculare di sorveglianza con i “Mille occhi sulla città” delle guardie giurate, e dei 20 istituti di vigilanza della provincia, che hanno siglato l’intesa con Prefettura e Roma Capitale, città pilota del nuovo progetto.

Vigilantes, istruiti da tanto di corso di formazione, per ‘segnalare’ alle sale operative di polizia, la “presenza di mezzi di trasporto o persone sospette; eventuale fuga di mezzi o persone dal luogo di un delitto; segnalazione di auto e moto rubate; presenza di bambine, anziani, persone in stato confusionale e in difficoltà; presenza di ostacoli su vie di comunicazione; interruzione fornitura fonti energetiche; allontanamento dai presidi ospedalieri di persone anziane o in trattamento sanitario obbligatorio; situazioni particolarmente significative di degrado urbano e disagio sociale; ogni altra situazione che faccia ritenere imminenti reati.

Capisco quanto una cosa del genere possa agevolare il lavoro delle forze di polizia, allertate da segnalazioni ‘affidabili’ di personale qualificato, già pagato per sorvegliare cose analoghe, e che non vanno verificate come quelle di tanti ‘bravi cittadini’. Capisco un po’ meno perché ci voglia un protocollo ‘per formare e obbligare’ tali figure professionali, che hanno comunque un ruolo nella sicurezza della città, ad allertare le sale operative su casi del genere, ma questo forse è un limite mio.

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